Opinioni Opinionabili #20: Vogliamo nuove IP ma non è vero

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Era il 3 Luglio 1992 in Europa, quando uscì il Super Nintendo. Ricorderò per sempre quel periodo della mia vita, complesso, pieno di facezie e spensieratezza, con una finestra affacciata sul cortile della devastante pubertà. Ricordare la propria infanzia non è mai facile e forse è poco utile, tuttavia ritrovo molto di me stesso, nelle opere che mi hanno formato, ludiche o meno che esse siano.

Storia di molti, in casa mia non è entrato il Super Nintendo, non nel 1992, non a quel prezzo. Ero un divoratore di titoli NES e Commodore, sia Commodore 64 che Amiga. Quei computer games costavano così tanto che probabilmente il mio babbo sta ancora pagando le rate, ma i giochi costavano poco (e tutti sappiamo il perché). Con il Nintendo 8 bit invece si aveva la media di due titoli l’anno: per Natale e per il compleanno. C’era poi l’abitudine di scambiarsi i giochi tra compagni di scuola, la cui mancata restituzione comportava la rottura delle amicizie. Ovviamente sbavavo sulle riviste di videogiochi e più o meno ho potuto giocare di tutto grazie a parenti e amici più facoltosi.

Allora nel mondo del gaming c’era una frattura tra oriente e occidente. Forse c’è ancora oggi, ma allora era evidente: tutte le cose migliori venivano dal giappone, inutile girarci attorno. Non che i computer games già citati fossero privi di titoli notevoli, ma quando facevo partire Great Giana Sister sul Commodore 64, la cartuccia di Super Mario Bros 3, ormai fusa e tutt’uno con la console, sembrava sghignazzarsela alla grande.

Superfrog era uno dei migliori platform per Amiga. Ancora oggi qualcuno sostiene sia meglio di Mario e Sonic. Shhh!

Il mio io videogiocatore nippofanatico, oggi 2016, è completamente spaesato, dentro un mondo che non gli appartiene più, ma del resto, è così da quasi un decennio. Non so quando è iniziato il declino. Forse con l’abdicazione di SEGA, a voler essere romantici, ma sarebbe una menzogna: PlayStation 2 e Gamecube erano zeppi di titoli che mantenevano intatto quel fascino orientale di cui mi nutro ancora oggi. No, il declino è iniziato con la generazione successiva, con la ricerca del fotorealismo, che tanto ha tolto (e continua a togliere) all’immaginazione di sviluppatori e videogiocatori, e con l’invasione degli fps.

Gli FPS. Da dove venivano questi FPS con la loro visuale in prima persona che innalza le vendite delle confezioni di Travelgum? Da quando i giochi più venduti ti chiedevano di andare in guerra e di fare carriera nella mala? E come potevo accettare questo assurdo cambio di rotta quando la mia crescita è stata segnata dai serial de La Piovra e da The Wall? Non potevo, e fortunatamente c’era ancora una software house pronta a rispondere alle mie esigenze: Nintendo. Una grossa fetta del mercato, ovvero quelli che si professavano hardcore gamer, rifiutava la rivoluzione di Wii e dei suoi motion control, dando una brusca accellerata alla fine del dominio orientale sul software per console.

Stiamo indagando su quel poveraccio: sostiene che Metroid Prime è un fps

Stiamo indagando su quel poveraccio: sostiene che Metroid Prime sia un fps e non un fpa – sembra voler dire Placido

Tante cose sono cambiate da Revolution a oggi, software house che si sono estinte sotto il meteorite dei costi di sviluppo per i giochi in HD, o altre che hanno mutato il proprio corredo genetico condividendolo con un’altra, a volte solo per la chiusura mentale di non voler comprare l’Unreal Engine, un atto di sottomissione ai gaijin. Esagerazione? Fatto sta che il mercato non era pronto per traghettare lo scenario degli sviluppatori per intero, davvero poco del florido scenario durante la gen PS2/GC/Xbox è uscito indenne dalla transizione, e nella generazione successiva avremmo visto trionfare sotware house fino ad allora prese sottogamba, prima tra tutte Activision.

Una cosa che è cambiata in questi anni, è la percezione dei sequel e delle nuove IP. Chiediamo sempre a viva voce le nuove IP, ci dichiariamo stufi delle solite idee, dei soliti giochi, dei soliti titoli con il numero cambiato alla fine. Allora com’è che le software house ne producono ancora, e soprattutto: perché ogni sequel riesce a vendere abbastanza bene da giustificarne la messa in commercio e la produzione di un ulteriore seguito? Innanzitutto dobbiamo prendere le distanze dall’atteggiamento iniziale dell’appassionato nei confronti dell’annuncio.

Prendiamo per esempio Metroid Prime: Federation Force e il modo terribile con cui è stato accolto dalla fanbase e chiediamoci: perché Nintendo non ha fatto retrofront? Semplice, perché l’impatto iniziale con il pubblico non basta a giustificare eventuali flessioni delle vendite. Hyrule Warriors ad esempio è stato accolto con scetticismo ed è uno dei titoli più venduti della libreria Wii U. Se Nintendo avesse l’abitudine di cancellare o cambiare radicalmente i giochi in base al mood generale dell’utenza, oggi non avremmo The Legend of Zelda: The Wind Waker. Non solo: cosa più grave, vorrebbe dire che il progetto iniziale non aveva una direzione artistica così decisa come ci si aspetterebbe.

Un giorno vi renderete conto di essere stati troppo cattivi durante l'e3 2015

Un giorno vi renderete conto di essere stati troppo cattivi durante l’e3 2015

Non è automatico che l’idea di sequel sia sintomo della povertà di idee del produttore. Certo, avere un brand o una saga di riferimento è un’ottima arma nelle mani dello sviluppatore, che può sfruttare l’empatia del pubblico verso gli stilemi dell’opera per garantirsi una buona proiezione di vendite. Ma se oggi aspettiamo il nuovo Zelda Wii U con trepidazione c’è un motivo: Zelda è una saga che tra alti e bassi non delude certe aspettative. E così Mario, serie costellata da episodi 3D che ben poco hanno da spartire con l’ambientazione degli episodi bidimensionali. Nessuno griderebbe allo scandalo per uno Splatoon 2 su NX, anzi ci si stupirebbe del contrario, ovvero che Nintendo mettesse fine a un brand famoso proprio quando la gente è ai piedi del castello a gridare: MOAR!!!

Non è vero che la gente vuole solo giochi nuovi. La gente vuole solo giochi buoni. Sui social siamo tutti pronti a maledire il prossimo episodio, per poi cadere di nuovo nella trappola e giocare all’ennesimo Fire Emblem, e chissà, magari questo Fire Emblem avrà una direzione tanto diversa dal precedente da sembrare una nuova IP, e allo stesso tempo non è nemmeno detto che una nuova IP abbia una freschezza tale da recidere ogni possibile legame con il passato e brillare di luce propria. A questo punto della lettura mi starete chiedendo se sono un matusa che non sa apprezzare le novità. Niente affatto: anzi, Nintendo deve trovare il coraggio di creare sempre nuovi personaggi, nuove ambientazioni e nuove storie, perché ogni volta che lo fa, è festa.

Anche escludendo l’incredibile successo di Splatoon, nell’ultima generazione la grande N ha sfornato così tanti personaggi da riempire uno Smash Bros alternativo: Nikki del Nintendo Letter Box, Qbby di Boxboy, Dillon di Dillon’s Rolling Western, Mallo di Pullblox, Tempo di Harmoknight, Lana di Hyrule Warriors, il Ruboniglio di Zelda A Link Between Worlds, i protagonisti di Codename S.T.E.A.M. e chissà quanti altri! La fantasia in quel di Kyoto è un filone aureo ancora attivissimo e non c’è Direct che possa accontentare la nostra brama ludica. Almeno in questi lidi, il more of the same è più un’eccezione che la regola, lo spettro dei remake HD si limita a guardare sconsolato uno Zelda di dieci anni fa ed io sono troppo vecchio per le frecciatine da console war. Per chi invece è ancora giovane, esiste il box dei commenti.

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  • Samus Aran

    Infatti ripensandoci un po’ quel metroid prime federation force non è tutta quella merda.Si non è metroid,non ci azzecca un cazzo, ma le idee in ballo sono buone e sembra essere anche divertente. Basta che ci levano la sigla di Metroid e tutti son felici e contenti! (il fatto che ci sia la scritta metroid è fastidiosissimo e un po’ come se ad hyrule warriors ci fosse prima the legend of zelda)

    • Ale

      anche perchè al di la del non essere proprio un metroid è anche inferiore graficamente alla prima demo per DS! Metroid prime hunters.. anno 2006. Se non è abbastanza vergognoso questo fatto non so. Nintendo chiamandolo in modo diverso almeno dimostreresti di non credere che la fanbase di metroid sia solo un branco di ebeti di cui approfittarsi. Io penso sia fondamentale farle arrivare questo feedback negativo, altrimenti attaccherà nomi a caso ovunque come gia un po sta provando a fare.

      • Diego Inserauto

        Non sono uno sciocco e non dico che la grafica non è importante, anzi. Ma la cosa più importante in questo progetto è un ottimo net-code. Se migliorano la grafica e poi è ingiocabile online, se lo possono tenere.

        • Samus Aran

          Onestamente a me non importa tanto della grafica basta che l’online sia fluido,se mai lo comprerò…

    • Diego Inserauto

      Metroid Prime è quasi un sottotitolo, per far capire che l’universo a cui si attinge è quello (e non quello della serie nes/snes/gba) e usare un nome di richiamo.

      Il gioco è ricco di idee e se fanno le cose bene non deluderà, un po’ come è successo per Tri-Force Heroes.

      • Samus Aran

        Si ma non possono mostrare un gioco così all e3 e spacciarlo per un nuovo metroid prime, io ci sono rimasto malissimo dopo la conferenza e penso che tutti i fan di metroid ci siano rimasti male. Ora è vero che come hai detto tu è un sottotitolo per rispecchiare l’universo dove si svolge il gioco ma dire che questo gioco appartiene alla serie prime…per me il titolo del gioco è tutto da cambiare

    • Zapp Brannigan

      Concordo. Si fosse chiamato solo “Federation Force” forse si vedrebbe questo gioco (peraltro misteriosamente scomparso dopo l’E3) sotto una luce differente

      • Samus Aran

        Ecco! se l’avrebbero chiamato solo federation force nintendo si sarebbe risparmiato tutta una tragedia. Questo sempre perché la nintendo ha idee sempre più intelligenti!

  • Enry

    Riguardo a metroid mi sembrava ovvio che non avrebbero cambiato idea… Generalmente se un’azienda investe in un progetto lo fa dopo aver ponderato per bene se potrà portare dei guadagni o meno… Non sono dei pincopallini che provano ip nuove o spin-off a caso.. Si fa analisi (roba abbastanza sconosciuta nelle aziende software italiane). Dunque una reazione non cancella un progetto. Anche perché la reazione negativa continua ad esserci… Vedi splatoon definito più volte “liquidator”, hyrule warriors come dici anche tu, ma anche earthbound beginnings volendo…

    C’è da dire anche un’altra cosa: Se un prodotto viene criticato o ci si lamenta di esso, significa che c’è dell’interesse sia esso positivo o negativo… Il peggio sarebbe se un prodotto venisse dimenticato… (vedi Project robot.. La mia mente l’aveva completamente cestinato).

    Concludo dicendo che secondo me ciò che é mancato all’e3, lo dico personalmente, é stato qualche gioco di rilievo di mio interesse. E forse alcune cose non sono state presentate nella maniera giusta… Se fosse uscito un nuovo capitolo di Pokemon o non avessero posticipato Zelda per esempio, penso che non sarei rimasto deluso…

    Ps. E poi dopo l’E3 precedente ci si aspettava qualcosa di ancora più figo o sullo stesso livello

    • NicknameAcaso

      L’E3 ha fatto schifo. Se non avesse fatto schifo probabilmente l’indignazione corale espressa contro FeFo sarebbe stata molto contenuta, molti si sono indignati più per solidarietà che interesse personale, probabilmente avrebbero gestito la cosa con un “chissene, tanto io c’ho mario/zelda/pokemon a cui pensare” nel caso in cui li avessero mostrati effettivamente.

      In merito alla scarsa grafica di quest’ultimo, qualitativamente parlando essa può solo migliorare, in un anno+ si possono fare miracoli, e si sa che N non fa mai trailer farlocchi.

      Insomma gira e rigira tra un po di mesi ci ritroveremo con un titolo decentemente curato e potenzialmente interessante.
      Quello che mi da fastidio di tutta questa storia comunque é che molti hanno già deciso che fa schifo. Quella mostrata non era nemmeno un’alpha.

      Comunque Reggie deve imparare che 2 amiibolanders non sono ciò che si può definire come ottimi rapporti third party, ma qui sto partendo per la tangente…

      • Diego Inserauto

        Servivano più giochi. E non ne avevano. Molte cose spostate su NX e poco da mostrare per Wii U.
        Star Fox adesso ha una brutta nomea, ma c’è da essere ottimisti perché solitamente quando Nintendo posticipa poi ci regala un buon prodotto come successo per Zelda TP o Pikmin 3.

        Purtroppo se ha una brutta nomea, la prima da accusare è Nintendo. Se dai una brutta alpha a un giornalista questo non può scrivere “fa schifo ma quando esce tra un anno sarà bellissimo”, non so se mi spiego.

        La morte nel cuore è che è stato l’ultimo E3 per Iwata, si sarebbe meritato una Nintendo più in forma.

        • NicknameAcaso

          Non so, zelda dovevano mostrarlo seriamente, già quello avrebbe mitigato molto la reazione del pubblico, ma comunque dovevano mostrarlo, inoltre potevano annunciare parecchia roba se avessero voluto, che é quello che hanno poi fatto con il direct di novembre e probabilmente col prossimo (i direct di inizio anno non deludono mai), kimishima lo ha detto che c’é altra roba grossa per 3ds che uscirà.
          Insomma devono evitare di considerare l’E3 come l’occasione per fare un megaspot delle uscite a breve. Non é quello.
          Comunque la questione della stampa… sinceramente penso che dare retta ad uno che ha giocato 5 minuti é come chiedere ad altri di giudicare un libro dalla sua copertina, ne più ne meno. Il recensore ha a prescindere una maggiore autorità per il fatto di aver giocato molto di più del giocatore medio. Se poi il tizio é particolarmente bravo a fare critica in senso generale é un altro paio di maniche, resta il fatto che in 5 minuti puoi solo farti una opinione a pelle che vale poco niente.

          Se un fan prova interesse per un titolo, sia esso positivo o negativo, dovrebbe cercare di fugare ogni suo dubbio direttamente. E qui arriviamo alla treehouse.

          Spesso sento dire che le altre fanbase sono rincitrullite da trailer farlocchi e cinematografici. Ma se poi N fa uno stream di tre giorni con solo gameplay e nessuno li guarda, cosa dovremmo concludere sulla nostra userbase? Che siamo tali e quali quelli che critichiamo con tanto astio.

      • Enry

        Come dice anche Diego, il problema é stato la mancanza di robe da presentare… La presentazione non é stata affatto brutta.. L’inizio é stato quasi epico.. Si é perso l’hype perché hanno perso tanto tempo a presentare roba inutile… Parli degli amiibolanders, ma anche gli yoshi di lana… O.O bellissimi, ne ho uno, ma non ne parli cosí e ad un e3 imho… Quello che mancava secondo me era il target.. Dopo l’e3 si sono scusati con i giapponesi perché l’e3 non era adatto a loro, ma in realtà non era adatto a quasi nessuno di quelli che seguono gli e3. Escluso star fox, erano tutti titoli a basso budget.. Che potevano fare? Non presentarsi? Avresti una soluzione migliore? Mostrare trailer in cgi di giochi che usciranno nel 2020 o che non usciranno mai? (Lol KH3, ho un amico che ancora ci spera XD) scherzi a parte… Non so quanto meglio avrebbero potuto fare… Proprio oggi, giorno prima di un esame, scrivo un sacco XD mi odio… #éLaTensione XD

        • NicknameAcaso

          Mettiamola così, se i famosi giochi di kimishima per 3ds non annunciati sono in dirittura d’arrivo quest’anno vuol dire che sono più o meno messi come metroid fefo, quindi avrebbero potuto presentarli assieme ad esso.

          • Enry

            Uhm secondo me metroid é già pronto da un po’ ma stanno aspettando il momento giusto per rilasciarlo, mentre gli altri titoli imho non erano ancora allo stadio di metroid all’e3.

            Altra ipotesi: Metroid ha subito ritardi anche a causa della critica e quindi uscirà poco prima degli altri giochi non ancora annunciati…

          • NicknameAcaso

            Non credo siano così avanti con Metroid. Potrei sbagliarmi. Non so.

          • Enry

            Beh altrimenti avrebbero annunciato anche gli altri titoli attualmente inediti no? Piuttosto di parlare della lana… XD

          • NicknameAcaso

            Non do nulla per scontato a questo punto.

      • Mi ricordo ancora le mie reazioni a FeFo.
        https://www.youtube.com/watch?v=oj27JkdHOU4
        Così vere, così pure, così dilanianti (si sono quello che “piange”)

        • Enry

          XD ha ha ha ho visto XD però vedi? Nonostante tutto ci avete fatto anche un video! C’è interesse 🙂

          • Per un Metroidvania, non per gli spin off.

        • NicknameAcaso

          Ti svelo un segreto, una parte di me ci gode quando la gente soffre per ste cose. Se penso che l’ultimo AW che ho avuto é stato days of ruin… l’ironia del titolo.
          Cioè nel caso di metroid fanno uno spinoff che non mina minimamente la saga principale, che comunque era in declino, e in ogni caso non preclude (anzi) la possibilità che la proseguano in seguito su una console che non vende di schifo.
          Sull’ultimo AW invece hanno STERMINATO l’intero cast precedente, lo hanno sostituito con un branco di cloni e psicopatici assortiti e hanno sovvertito completamente alcune meccaniche del gameplay senza badare al bilanciamento in alcun modo. Qualche trovata interessante, ma nel complesso é stata una delle esecuzioni videoludiche peggiori.
          Però non maledico ogni giorno della mia vita is per ciò che hanno fatto. In realtà DoR é riuscito a contrastare il declino di vendite della serie iniziato con Dual strike, purtroppo in un certo senso il successo di awakening é stato la pietra tombale della serie. Is è passata da essere una subsidiaria di seconda scelta ad essere quella che produce il gioco di ruolo first party più venduto su console Nintendo. AW con le sue 250mila copie lifetime non contava un cazzo al confronto.
          Imho vi é andata bene con metroid.
          Se FeFo riesce a vendere discretamente potrebbero fare un prime 4 cercando di venderlo alla fanbase allargata dallo spinoff. Ora come ora fare direttamente il gioco della main saga non vale la candela.

          Comunque ai retro dovevano far fare un DK in 3d.

          • A me Days of Ruin è piaciuto molto di più di Dual Strike. Soprattutto per il gameplay non più incentrato sui poteri ma su usare le unità.

            Ma che poi alla fine le uniche “delusioni” me le sta dando TUTTE Nintendo. Gli altri produttori stanno facendo giochi che mi piacciono e continuano su strade che approvo.

          • NicknameAcaso

            Dual strike era broken a causa delle doppie abilità. Però tutti avevano il dualstrike almeno. Le uniche vere istanze dove mostrava il fianco quel sistema era nella storymode quando l’esercito avversario aveva sin dall’inizio un esercito dispiegato enorme. Quelle battaglie iniziavano sempre con un turno di attacco brutale da parte del giocatore e un contrattacco ancora più brutale col dualstrike della cpu. Ma almeno al contrario di DoR le battaglie si vincevano con strategie diverse.
            Avendo nerfato parecchio l’attacco in generale di molte unità e avendo cavato via mega e neo tank su DoR esisteva una sola strategia: si rushava per conquistare città in punti chiave avanzati, si creava la linea di difesa e mentre le unità nemiche cercavano di sfondarla (con scarsi risultati visto che si aveva il vantaggio tattico, e qui lo scarso attacco generale pesava parecchio, col sistema degli upgrade poi la cpu finiva per feedare le unità del giocatore). Una volta che si aveva conquistato il 60% delle città della mappa era solo una questione di tempo prima di riuscire a silurare l’esercito nemico.
            Su dualstrike sto sistema non funzionava. Tenere linee di difesa avanzate senza un buon supporto e flusso costante di nuove unità era impossibile.
            Praticamente il passaggio da ds a dor é stato come passare dalla guerra del golfo alla WW1 con gli aerei e le navi.

          • DS era sbilanciato ma di una facilità imbarazzante, il problema era il sistema di levelling dei comandati. O si minimizzavano le debolezze o gli si esagerava i punti di forza e lì ciao. Mai faticato così poco in uno strategico a dire il vero.
            Io in DoR mai veramente avanzato in quel modo, mi concentrato nel creare velocemente unità di rank massimo e tenerle in vita mentre pushavo a randa.
            Io trovavo più importante conquistare città in DS per minimizzare i danni, in DoR preferivo andare di strike team ad hoc e basta.
            Per me DS era quello con strategie più uguali, proprio perché ruotavano tutte intorno ai poteri. Non importa cosa avevi in campo, una volta attivato il dual strike si crivellava tutto.
            Io ho sempre avuto un esercito più eterogeneo in DoR che in DS.

          • NicknameAcaso

            Le missioni veramente folli in termini di difficoltà di DoR erano quella finale e quelle contro le megaarmi di stolos.
            Per il resto erano veramente semplici le altre.
            Ovvio che alla fine delle battaglie avevi solo bombardieri e neotank, quando devi fare piazza pulita e sei messo bene di capitali usi le unità migliori in termini di danni vs mobilità.
            Su DoR con la storia che l’attacco medio faceva più schifo invece ti portavi appresso un sacco di unità ormai inutili per molto più tempo perché soppravvivevano più facilmente. E diciamocelo, il fatto che il gigatank fosse immondizia andava a minare ulteriormente la capacità di attacco generale degli eserciti, visto che una volta raggiunto il massimo grado era come un neotank lento con pochi colpi in canna.

            Non so, molte di ste cose le ho pensate sul momento, quando poi ho letto in giro l’opinione generale non ero l’unico a pensarlo, nel complesso sto capitolo non ha convinto molti.

          • Avere poche unità che sono incredibilmente meglio delle altre sotto ogni punto di vista non è proprio una scelta di design saggia. È un po’ come i Fire Emblem dove una volta che trovi il tizio sgravo, si fa il gioco da solo. Non è “tattica”, è un meccanismo automatico.
            Non parlo solo della storia, anche delle mappe in giro ed anche in partite multiplayer locale. Si lo so non ha convinto in molti. Io però non sono molti, a me è piaciuto di più di DualStrike anche se siccome è arrivato tardi nel ciclo vitale del NDS alla fine ci ho giocato di meno.

            Se non erro avrò circa 350 ore su dual strike e 140 su Days of Ruin.

            Ho notato che più uno è uno strategy fag e più tende a preferire Days of Ruin rispetto a Dual Strike che è più di massa. Leggendo certe lamentele per Xcom 2 sui forum sono convintissimo che gli strategici sono il genere dove la gente ci capisce di meno in assoluto.

          • NicknameAcaso

            Il punto è che Dor doveva mettere a posto i casini di dualstrike (che c’erano), e invece ne ha creati di propri.
            Dor è una versione bilanciata peggio del primo aw con un quintale di unità nuove di utilità dubbia.
            Il sistema delle promozioni in particolare era exploitabile da fare schifo, bastava accoppare le unità più deboli con quelle più forti e ci si ritrovava sistematicamente con unità un pochetto troppo forti al confronto delle loro pari in soli 3 turni (o anche meno cpu permettendo).
            Anche senza tirare in ballo la vox populi, ho capito quanto facesse pena il meta di Dor quando sono tornato su dualstrike. Mi ci è voluta qualche settimana per tornare agli standard di un tempo perché avevo cominciato a far schifo giocando dor.
            Il motivo per il quale dor viene considerato più bilanciato di ds è perché praticamente tutte le unità nuove e alcune di quelle vecchie fanno schifo in tutto. Almeno su ds la supremazia tattica di un’unità su un’altra si sentiva spesso. Qua fra obici che facevano un po male, navi da guerra che coprivano mezza mappa col loro raggio di attacco e facevano un po male, aerei che sparacchiavano e facevano un po male, quel coso che sparava bengala e aveva una mitraglietta, navette monocolpo, eccetera ci si ritrovava in una guerra di petardi.
            Mah.

          • Io sono i ntotale disaccordo, lo trovo più bilanciato degli altri AW.
            Sono due modi diversi di intendere il bilanciamento. O si va per la letalità assoluta o per la non letalità assoluta.
            Il primo supporta una mentalità alfa strike ma è prono al problema della ottimizzazione dell’alfa strike dove il DPS regna sovrano e quindi se non si usano i cannoni più grossi a disposizione si perde, l’altro sistema permette l’uso di armate combinate perché serve avere diversificazione di mezzi per poter sfruttarne i vantaggi dei singoli contro determinate sottocomposizioni di unità.

            Non c’è una vera risposta al problema di come gestire la questione, alla fine a me piacciono entrambi i metodi, ma trovo il secondo molto più adatto ad un gioco strategico perché ricalca i giochi da tavolo dove di solito gli alfa strike o le deathstar sono scoraggiate (almeno di grosse falle delle regole) e vengono usate come distractor carnifex.
            Secondo me il sistema delle promozioni potevano risparmiarselo e rimanere puntati sul sasso carta forbice.

          • NicknameAcaso

            A parte la dissertazione ipertecnica in cui ho capito circa il 61% del contenuto perché sono casual in ste cose, per il resto sono d’accordo con la tua conclusione. A questo punto mi chiedo solo se ne vedremo un altro.

            Posso farti una domanda OT? Com’é meccatronica da te?

          • Eh, dopo anni passati a giocare ad ogni strategico ed anche a crearne dei nuovi per uso fisico/cartaceo, ne esci fuori un po’ scemo XD. Appena mi finisce la sessione d’esame finisco di scrivere un bell’articolo su un nuovo modo di analizzare e classificare gli strategici videoludici…

            per l’OT: Va. Si studia. Esami tosti ma raramente ingiusti, anche se alcuni un po’ random. Buoni professori. Ottimo contesto industriale limitrofo. 92% assunzioni entro il primo anno dalla laurea magistrale. (La triennale tipo 89% se non erro). Strutture un po’ inadeguate visto che siamo nell’ex manicomio, ma non mi sono mai lamentato troppo.
            Il corso è basato su meccanica con iniezioni di controlli ed elettronica. Ti senti un po’ di merda rispetto agli specialisti, ma l’interdipliscinalità che ti da (specie alla magistrale) si fa sentire nei progetti complessi di gruppo.

          • NicknameAcaso

            Ho il sospetto di suonare un po saccente quando argomento le mie idee sugli strategici considerato che non ho il tuo background. Non farci troppo caso. Una volta non ero così polemico 🙁

            Ma quindi la roba che ti raccontano alla presentazione del corso é vera alla fine? Notevole. Sono abituato ad “altri” standard qui a vicenza.

          • No, tra, anzi è un punto di vista accettabilissimo e spiegato bene, anche se bisogna ricordarsi che è sempre tutto calmierato dai propri gusti ed inclinazioni.
            Beh tutta vera no, ma di gente che si pente del corso alla magistrale è poca e siamo mediamente soddisfatti.

          • NicknameAcaso

            Beh sai com’é, il primo anno é per fare cassa, ovvio che le sparino grosse. Ma almeno gli alti tassi di assunzione non sono una palla e l’università effettivamente valorizza lo studente. Passano in molti alla magistrale usciti dalla triennale?

          • Fino a 3-4 anni fa, da una triennale di 20-30 persone si passava a magistrali di 5-10. Quest’anno siamo in 28 alla magistrale ed il numero di gente che continua è aumentato notevolmente. Considerando come è strutturato il corso, io lo vedo praticamente d’obbligo passare alla magistrale.

          • NicknameAcaso

            Già. Se non intasassero la triennale di corsi inutili sarebbe plausibile fare un triennio che dia una formazione completa o comunque spendbile a livello professionale. L’impressione é che senza magistrale assumano più nell’ottica del fatto che si ha abbastanza sale in zucca da aver finito meccatronica, più che per quello che si sa sul momento… che é estremamente poco all’atto pratico.

          • Beh le cose specifiche di un singolo lavoro non possono mai insegnartele, specie in una interdisciplinare come meccatronica, ma ho abbastanza conoscenze teoriche per mettermi a lavorare su tutto imparando molto velocemente perché in fondo si tratta di variazioni di roba che già so o meno. Poi non è neanche vero che non si sa niente, anche l’incontrario è vero e mi è capitato un paio di volte a pelle.
            Fuori è pieno di tecnici della vecchia guardia, che è gente in gamba e preparata, ma un po’ chiusa, ogni tanto un pizzico di info dall’università fa solo bene (per esempio l’uso del filtro di Kalman per risolvere problemi di controllo, strumento sconosciuto a volte, oppure roba su configurazioni a magneti immersi per motori elettrici ad alte performance alle alte velocità…).

          • NicknameAcaso

            Che poi non ho mai capito una cosa.Come é possibile che uno che é un tecnico da un vita ignori totalmente roba che uno studente impara in due/tre settimane? A memoria non ricordo un solo esame che mi abbia preso più di quel tempo.
            Comunque ogni volta che ci parlano di sistemi di controllo un minimo complessi ci tengono a precisare che spesso sono troppo costosi da implementare, che in azienda ci rogneranno dietro perché sono tirchi.
            Sarà che siamo veneti.

            Beh, probabilmente finirò a fare il panettiere, quindi probabilmente avró difficoltà a valorizzare le mie conoscienze… eeevabbé. C’est la vié.

          • Fai sempre le cose a modo tuo, sei un po’ cacciato, non hai avuto esperienze che ti mettessero alla prova sul serio…. dipende molto da persona a persona, ma si tratta sempre di rimanere chiusi nella propria bolla. Come Nintendo! Com’è che hanno ancora un’infrastruttura online indecenti dopo che tutti gli altri fan meglio? Stesso motivo di fondo.
            Ah, ed il filtro kalman sono 4 righe di codice, ma si devono conoscere xd

          • Enry

            “Come Nintendo! Com’è che hanno ancora un’infrastruttura online indecenti
            dopo che tutti gli altri fan meglio? Stesso motivo di fondo.”

            Non per far polemica… probabilmente lo dicevi tanto per dire, ma in quei casi si tratta di business ^_^”. Non si decide con la pancia o per moda. Si valutano pro e contro a livello economico. Ne vale la pena migliorare l’infrastruttura? Quanto mi costa e quanto guadagno?

          • É business avere i codici amico invece di un sistema di account normale? O é pensare in modo un po’ ottuso?
            I cambiamenti che dico io non sono monetariamente onerosi, sono ideologici e di organizzazione strutturale, e se gli altri fanno tutti così ed hanno meno soldi di Nintendo a disposizione, vuol dire che il gioco vale la candela.

          • Diego Inserauto

            Beh consoliamoci pensando che ormai i codici amico non esistono quasi più ?

          • Ma meno male! Pure la cosa di legare gli acquisto digitali alla console fisica é un crimine che stanno più o meno togliendo…

          • Enry

            “É business avere i codici amico invece di un sistema di account normale? O é pensare in modo un po’ ottuso?”

            Ti direi entrambe le cose conoscendo Nintendo. se prendessimo come esempio la storia dei codici amici, direi che la scelta è ottusa perchè…beh, c’è da spiegarlo? XD ma il business ha scelto di avere questo sistema ottuso per evitare che i bambini avessero come amici sconosciuti e per privacy o per chissà quale altro motivo. Mamme preoccupate, rischio pedofili, insomma hai capito. Effettivamente il modo in cui hanno implementato questa tecnica di sicurezza mi sembra una delle migliori…
            Anche questo è business, perchè dal loro punto di vista, avere questa funzionalità significa avere potenzialmente più clienti.

          • Infatti si é visto quanto abbia funzionato bene…. Con l’app dei messaggi che bypassava il sistema ed é stata rimossa per evitare problemi.

          • Enry

            Quello però è un problema tecnico. Nelle grandi aziende, i tecnici non prendono grosse decisioni. Non per essere prolisso e ripetitivo, ma quello che hai appena citato è un altro esempio a sostegno di quanto ho detto finora. Il business ha deciso di rimuovere l’app perchè l’aggiornamento non avrebbe portato guadagni aggiuntivi. La rimozione non avrebbe portato a grossi cali. (Non ho mai detto che la scelta sia stata giusta comunque) 🙂

          • era un’app free, c’hai investito, c’hai messo su cose, ci facevi contenuti.. e poi la rimuovi. Uno spreco immane a livello di business eh.

          • Enry

            Appunto era anche free. Vedi anche TVii… vedila in un’ottica più a lungo termine… magari non veniva neanche molto utilizzata. Magari l’investimento iniziale ha portato un guadagno. Al lancio della console, magari certi si sono convinti di prenderla anche grazie alla presenza di questa funzione o nella speranza che venisse implementata realmente in seguito (vedi Tvii)

          • Si, appunto, a lungo termine sono cose infruttuose, senza senso e che han portato a spreco di risorse e tempo. Capita eh. Ricordiamoci che è proprio nel periodo di Wii U che Nintendo è andata in rosso per la prima volta nei suoi cento e passa anni di storia ed ha capito ora che le conviene fare pupazzetti di plastica per fare qualche soldino extra.

            Ma anche con Wii, 3DS e Wii U eh a livelli molto più fondamentali.

            UUUUH; MOTION CONTROL! Che poi alla fine gli unici giochi ne ne facevano veramente uso ed erano diversi per quello erano meno delle dita di due mani.
            UUUUH, 3D…. ah beh si ciao.
            UUUUH, GAMEPAD!! ah beh mettiamoci la mappa… però su sto gioco teniamolo spento che non serve.

          • Enry

            Non è ideologico e nemmeno tecnico come ti ho detto prima… Nel business ogni scelta va ponderata, anche il cambio di direzione, ammesso che chi la proponga fornisca una stima dei guadagni e delle perdite di quella possibile azione. Vedi la questione in maniera troppo semplice imho…

          • Secondo me sei te che ti chiudi dietro al concetto della ponderazione e valutazione per non so bene che punto andare a difendere. Io la vedo semplice perché è semplice.

            Io ho detto una cosa molto chiara: che l’infrastruttura online NIntendo è, in maniera abbastanza oggettiva oserei dire, antiquata rispetto alla concorrenza. Ma non alla concorrenza del 2014. A quella del 2006. Se ti presenti sul mercato con una console che ha uno shop online che lega i tuoi acquisti al seriale della console ed in caso di sostituzione, guasto, riparazione, devi andare a mettere un biglietto scritto a mano nella spedizione dell’assistenza dicendo “mantenetemi i dati personali pls” non è una questione di soldi o di scelte ponderate. È una questione che non pensi.

            Uno dei mantra fondamentali di QUALSIASI BUSINESS è copiare, copiare, copiare. Una delle prime cose che mi hanno insegnato al corso di sviluppo di prodotto è questa: guarda cosa diavolo fa la concorrenza. Vedi cosa puoi offrire di diverso o come puoi innovare rispetto a loro ed allora ti puoi mettere in competizione sullo stesso mercato.
            Sony e Microsoft esistono e vendono console. Ed offrono determinati servizi. E Sony, tra l’altro ha 1/10 se non di meno dei soldi disponibili di Nintendo e la scelta di fare un’infrastruttura online come il Live della Microsoft ha pagato, visto che ora la divisione Playstation è l’unica che ha guadagni alti, derivati si dalla vendita di unità, ma anche dall’aumento degli iscritti al suo sistema PLUS, che è stato tra l’altro fondamentale per rilanciare il fine vita della PS3 e farla uscire dallo status di buco nero per la compagnia.
            E queste infrastrutture sono in campo dal 2006. Tecnologia oramai vecchia e superata. Giochini mobile del cavolo hanno servizi di account, crossplay e save nel cloud. Compagnie grosse anche lo fanno.

            Tra l’altro la cosa fa ancora più strano perché in teoria l’infrastruttura già c’è, visto che gli acquisti sono legati all’account digitale, ma non c’è l’implementazione dal punto di vista del consumer come invece fa la concorrenza. Per questo dico che vivono nella loro bella bolla: ignorano gli altri anche quando non dovrebbero perché si mettono in una posizione oggettivamente di svantaggio.

            Inoltre tutto questo doveva essere pensato e progettato durante il periodo DS e Wii, cioè quando Nintendo stampava così tanti soldi che poteva tranquillamente tirare su un sistema del genere senza intaccare nulla del suo fatturato.

            Dire che “si ma ogni cosa va ponderata” non vuol dire “non puoi dire che tali scelte sono errate o sbagliate”, perché le cose possono essere ponderate anche male.

          • Enry

            piano piano piano 🙂 io sono d’accordissimo con te e non ho mai difeso Nintendo almeno in questa discussione. Ho sempre cercato di essere oggettivo e cercato di vedere le cose nell’ottica del business che non mi è naturalissima poichè non faccio l’amministratore come lavoro e non sto studiando per quello. Ho detto tutto sulla base di quanto ho appreso da un corso che ho fatto l’anno scorso, “amministrazione di sistema” (che a proposito, se c’è qualcosa di simile nel tuo corso di laurea te la consiglio un sacco perchè è interessantissimo). Detto questo, commentavo quello che avevi detto all’inizio. Volevo solo precisare. Se mi sono posto come “colui che porta la verità”, mi scuso, ma non era mia intenzione. Specie perchè so che sei una persona preparata 🙂

          • No, più che altro mi scudo io perché spesso sono io quello che risulta saccente, quindi al massimo mi dovrei scusare io.
            Io ho mio padre che è consulente economico e legislativo per aziende (ed ex proprietario di un’azienda metalmeccanica ed agricola) ed ho fatto in totale 2 corsi di stampo economico/gestionale (economia aziendale e gestione ed organizzazione magazzini) in più ho a che fare con prodotti reali fisici, quindi i miei 2 corsi di progettazione a 360° che ho fatto hanno sempre avuto inserito l’aspetto economico, e di progettazione dall’inizio (analisi richieste cliente e di mercat) alla fine (progettazione al dettaglio di componenti meccaniche, elettroniche e programmazione) quindi in media sono abbastanza ferrato, ma neanche io sono un economista, ma mi baso molto su esperienza combinata della mia famiglia e corsi di studio ovviamente.
            Vedi, così si deve fare per risultare saccente. Non come fai tu. IMPARA!! :P:P:P

            Detto questo, io baso tutto il mio ragionamento e la mia critica sul semplice processo dell’analisi del feedback e analisi della concorrenza. Si costruisce di solito un sistema tabelloso (che puoi chiamare casa della qualità, ma oggi ci sono modelli più rapidi per queste cose) che mette in risalto i punti di forza degli avversari e li confronta con i propri. Si modulano tutti in base all’importanza che associa a questi punti sia la casa madre che la clientela e poi si prendono decisioni.
            Ora, sappiamo che Nintendo gliene frega della potenza della console, lei pensa a voler fare qualcosa di adeguato, che consuma poco ed efficiente e fin qui va bene come indirizzo.
            Poi però te ne devi accorgere di quello che succede. feature di maggior successo della xbox 360? L’online e l’infrastruttura dietro. La Sony per rivalutare la sua console ha fatto il plus? Bene. Ha implementato il crossbuy rendendo i giochi compatibili tra le sue piattaforme il più possibile, specie coi vecchi classici PS1 e via dicendo? Bene. Sono features che la clientela avversaria ha apprezzato? Decisamente!

            Quel è stata la lamentela maggiore riguardo questo aspetto del Wii? Il sistema di amici antiquato coi codici e non avere un account centralizzato che incentivasse agli acquisti digitali, che portano più soldi di quelli fisici perché tagliano i costi alle terze parti. Avevi una virtual console e wiiware abbastanza nutriti ma con problemi di visibilità e monetizzazione.

            Qui arriva il momento del calcolo di come sistemare la cosa, se vale la pena o no. Ora Nintendo, per come ha operato negli anni, mi indica che o questa fase di analisi e confronto è stata non fatta proprio (non credo) oppure che ha delle idee tutte sue e se ne frega di fare le cose ovvie. Quando dico “ovvie”, parlo sempre con un’ottica occidentale ed è qui il fulcro di molte analisi che si fanno su o contro Nintendo in generale. Molte delle loro scelte strane del loro ignorare certi aspetti, risultano essere così negative perché noi abbiamo un sistema di organizzare il lavoro e la scaletta decisionale totalmente diverso. La Nintendo è di Kyoto, quindi un’azienda retta dalla tradizione e dalla filosofia, un’azienda a lentissima inerzia dove per far passare le idee bisogna picchiare molto, più che da leggi di puro business 1:1 ed è questo che la rende particolarmente unica. Sony è una multinazionale oramai occidentalizzata per molte cose, e molti modi di fare li ha capiti negli anni a suon di sberle prese.
            Nintendo c’ha le sue idee. Niente chat vocale perché poi la gente si insulta online, codici amico per bambini, il rilascio di console 3DS a nastro in edizioni e varianti ma con un sistema di migrazione account lentissimo e macchinoso….
            Finalmente s’è svegliata e sembra proprio che ora si andrà per l’account unico e per un’interconnessione tra tutte le sue piattaforme più forte che mai.

            Perché onestamente eh, con Sony che mi sfrutta meglio il suo PS1 classic e Nintendo che manda tutto a ramengo con lei che può andare dietro fino al NES…..

          • Enry

            Mannaggia quanto hai scritto XD Ho letto tutto tranquillo XD Comunque sì anche io ho fatto corsi che ti danno una visione ingegneristica del prodotto o del problema (come hai detto tu analisi progettazione, nel mio caso programmazione/implementazione, test, rilascio, manutenzione), quindi grazie a ciò credo di avere le idee abbastanza chiare al riguardo. E’ anche vero che il corso di amministrazione di sistema mi ha aperto gli occhi. Non mi ha reso un economista (ovviamente/giustamente/meglio così/non volevo), ma mi ha fatto vedere le cose da un punto di vista meno tecnico ( La laurea triennale di informatica, almeno a padova, è molto tecnica). Ora, quello che ho notato è che io mi sono posto sui problemi in maniera astratta, dando spiegazioni più da manuale, mentre tu sei andato più sul concreto. E’ come se io avessi enunciato funzioni mentre tu ne avessi mostrato il risultato. Questo mi è sembrato e per questo non siamo riusciti a trovarci d’accordo. Ho evitato di andare troppo sul concreto anche perchè non so quasi nulla su Nintendo come azienda. Per esempio metodologia di sviluppo? Bo, kanban? probabile… e quindi non so quanto potessero essere spiegabili o sensate certe sue decisioni. Poi io non saprei distinguere metodi occidentali da orientali se non sul piano dello sviluppo software perchè quello ho studiato ^_^”. Potrei dirti che per esempio in occidente si utilizza più lo scrum, mentre in oriente il kanban tra i metodi agile. Ma non saprei dirti qual è migliore…anzi data la mia attuale esperienza nelle aziende boccerei totalmente l’agile se non per piccole aziende o start up, sia esso orientale sia occidentale.

          • “Ora, quello che ho notato è che io mi sono posto sui problemi in maniera astratta, dando spiegazioni più da manuale, mentre tu sei andato più sul concreto.” La metà delle battute sugli ingegneri informatici da me si basa su questa discrepanza XD

          • Enry

            piano, gli ingegneri informatici si prendono in giro anche da me quindi non considerarmi tale U.U io sono un informatico puro!

          • Ancora peggio 😛

          • Enry

            😛 ci arrovelliamo il fegato per creare super algoritmi, meglio di informatici diplomati e poi veniamo pagati come operai… sì è vero, è ancora peggio…. XD

          • NicknameAcaso

            Ha senso. Quando il campo di applicazione é limitato e familiare l’esperienza empirica specifica batte sistematicamente la nozione teorica. Certo é che trovo comunque folle che non si interessino minimamente di queste cose nel corso di una vita. Soprattutto al giorno d’oggi che il primo laureato fresco di università con un po di cervello può “fregarli”.

            Purtroppo questa mentalità un po retrograda permane. Qua da noi non abbiamo un bella nomea in certi ambiti, ma penso dipenda anche dal fatto che spesso assumano gestionali per fargli fare mansioni da ingegnere vero.

          • Ah se hai questa mentalità non innovi e chiudi o vieni comprato. E l’effetto si vede.
            Tante altre van bene però di aziende.

          • NicknameAcaso

            Ti dirò, ormai ho rinunciato a capire le logiche con cui si resta a galla o si muore. Dipenderà dal settore presumo. Fatto sta che i miei amici che lavorano mi raccontano la roba assurda che capita in ditta eppure le loro aziende sono in espansione.

          • in realtà la logica è molto semplice: offrire il prodotto giusto al prezzo giusto, innovare e stare dietro a quel che si fa.

          • Enry

            stavo leggendo la vostra conversazione e…Oh! Wow, anche tu sei di Vicenza? LOL magari ti ho anche streetpassato qualche volta XD

          • NicknameAcaso

            Eh sarebbe bello, gli unici streetpass degli ultimi anni sono stati dei miei amici e mia sorella XD

            Di che zona sei? Io San bortolo. Vicino al Quadri, per dire.

          • Enry

            Conosco la zona (ho fatto il Quadri).
            Io sono di Nogarazza non so se hai presente… Dopo i quartieri dei Ferrovieri e di Sant’agostino, subito fuori c’è Nogarazza… 🙂

          • NicknameAcaso

            Si si ho presente la zona.
            Qui di pure tu hai fatto il quadri? Indirizzo?

          • Enry

            L’ormai defunto tecnologico XD e tu? 🙂 ora sono alla magistrale di informatica a Pd.

          • NicknameAcaso

            Pure io al tecnologico! Di che anno sei? Io 93. Ero in CST.

          • Enry

            LOL e più LOL sono anche io del 93, BST però XD Ti giuro sono sempre più sorpreso! Ti ho visto e ho discusso un pò con te su multiplayer.it prima e adesso qui ed eri a pochi km da me XD E’ una cosa che non ti aspetti

          • NicknameAcaso

            Ommioddio!!!
            Bst. Vediamo. Avevate plevano/todesco? Forse Pegoraro?

          • Enry

            Plev in terza (:D) e poi Tod

          • NicknameAcaso

            Non so se erano peggio la misantropia di Plevano (che con me era particolarmente forte) o le supercazzole che partivano per la tangente di Todesco.
            Cannavò lo hai avuto?

          • Enry

            XD E certamente XD solo per geografia al primo anno 🙂 posso anche vantarmi dei miei voti con lui: 3 7 9 7 XD

          • NicknameAcaso

            Anche io sono stato battezzato da Cannavò con un tre, poi con un cinque, Infatti mi sono beccato il debito con studio assistito a metà anno. La regione desertica araba, gesù. Mi ricordo pezzi di quella roba ancora adesso.
            Alla fine sono uscito con l’8.

            Quindi ti sei beccato anche quel mortadellaro di Venco, giusto?

            Spero che tu non abbia avuto la peruffo.

          • Enry

            E il subcontinente indiano…come dimenticarli? XD Venco mi ha sempre terrorizzato XD La peruffo non l’ho avuta comunque 🙂 mi sa che non avevamo altri prof in comune… Visto che in autobus parlavo con Pietro Vicentini, non mi sembra di ricordare altri prof in comune 🙂

          • NicknameAcaso

            Normale. Venco mi urlava dietro spesso visto che nel mio gruppo gli esperimenti li facevo praticamente solo io a volte.
            Grazie a questo ho un po di pelo sullo stomaco per quanto riguarda fare quel genere di cose con supervisori infami che ti mettono pressione.

            Comunque in effetti si, non me ne vengono in mente altri… forse Pozzato di informatica?

          • Enry

            OOOOOH, Sì. Grande uomo. U.U Piena stima per quel prof! Grazie a lui ho imparato qualcosa di informatica al quadri…altro che fontana e prima ancora boh, non mi ricordo e non voglio ricordare il nome… Comunque è grazie a Venco se ho imparato a usare il porcellino in chimica solo al terzo anno… prima non ho osato D:

          • NicknameAcaso

            Pozzato é stato senza ombra di dubbio il professore migliore che ho avuto in generale in 5 anni. Era incredibile come riuscisse a spiegare roba relativamente complessa come la trasformata di fourier o in generale tutto il malloppo di informatica a gente che non aveva mai visto roba tipo integrali o codice. Non a caso non ho mai avuto problemi con java, C e mibs all’uni.
            Non sei l’unico. Il porcello quasi nessuno sapeva usarlo in classe mia XD. In quinta a ricordarci come funzionava eravamo tipo in 2.

            Alla magistrale adesso cosa stai facendo? Di specializzazione intendo.

          • Enry

            Che in realtà era semplicissimo. sul porcellino ci sono le scritte “S” ed “E” che stanno per “suck” ed “exit(?)”, bastava che ce lo dicessero subito e non avrebbe sbagliato nessuno XD.
            Comunque intelligenza artificiale 🙂 Tu sei a meccatronica se ho capito bene, vero?

          • NicknameAcaso

            Andando a memoria erano: valvola per sgonfiare il pallone, valvola per succhiare e valvola di sfiato. Più il “micropalloncino” che andava premuto alla fine per versare le ultime gocce di soluzione.
            Il vero problema é che quando dovevi succhiare cominciavano pure a guardarti lui e renato. Arrivavi a 10 centimetri fra il liquido e il porcello che già cominciavano con “Ocio ocio, che se lo tocca sciopa tutto dio****” XD. La cosa assurda era che te lo dicevano con qualsiasi cosa, anche se stavi aspirando acqua.

            Figata! Ma quindi dopo la magistrale volevi diventare ricercatore?

            Comunque si, io per ora sono incastrato di brutto alla triennale di meccatronica. E temo lo sarò ancora per un po. Casini vari.

          • Enry

            “Ocio ocio, che se lo tocca sciopa tutto dio****” e anche “Ti caccio 2” XD

            “Figata! Ma quindi dopo la magistrale volevi diventare ricercatore?
            Comunque si, io per ora sono incastrato di brutto alla triennale di meccatronica. E temo lo sarò ancora per un po. Casini vari.”

            Ho capito 🙁 mi spiace. Comunque riguardo alla ricerca l’hai dedotto tu o l’ho lasciato intendere? :O … perchè ad informatica a padova si parte in 300, si finisce in 100 alla triennale (dopo 3 anni) e continuano in 20… quindi si potrebbe peensare che ambisca alla ricerca, visto che avrei già un posto sicuro dopo la triennale. In verità sono ancora molto dubbioso e sto continuando per una serie di motivi. Per lavorare all’estero generalmente ti chiedono la laurea magistrale , idem per fare il professore. Diciamo che mi piacerebbe fare uno dei seguenti lavori:
            – sviluppatore/ricercatore nel settore della bioinformatica
            – sviluppatore software house settore gaming (in italia purtroppo c’è poco… proverò con la Ubisoft e fooooorse alla Milestone. Ma non sono mai stato un fanatico dei giochi di macchine/moto. (Escluso Mario Kart, che vabbè è un altro genere. XD) e poi ci sarebbero le software house straniere e le start up che fanno indie, ma è un grande punto interrogativo.

            – fare un dottorato
            – insegnare. Sarebbe bello tornare al Quadri.

          • NicknameAcaso

            Io tornerei al quadri con una mannaia. Andrei anche ad insegnare, ma con la riforma hanno combinato un casino. Ci hanno nerfato il tecnologico ;_;
            Quello nuovo, Scienze applicate, é una boiata da quel che mi dicono.
            Comunque no, avevo sparato a caso per la storia della ricerca 🙂

            Con una formazione specifica sulle IA non avresti problemi a trovare da lavorare per qualche grossa SH, é uno dei settori in cui sono più carenti e questo si vede anche in grosse produzioni, i team indie oltre ad essere un grande punto interrogativo imo non valorizzerebbero bene il tuo bagaglio di conoscienze, senza contare che come ambienti di lavoro penso siano più “chiusi” rispetto ad una azienda vera e propria.
            Tra l’altro da quel che so gli stipendi di un programmatore senior di SH tipo ubi e company é parecchio alto. Ho letto che raggiungono tranquillamente svariate decine di migliaia di euro/dollari l’anno.

          • Enry

            Wow fico, non lo sapevo *-* non sarebbe male in effetti… E tu invece che idee hai per il futuro?

          • NicknameAcaso

            Vedo solo buio. Per darti un’idea, una settimana fa ci hanno fatto un esame di impianti industriali. Quello che é successo sembra roba da napoli: compito ambiguo, non si capivano i dati (mancano unità di misura) e cosa cacchio chiedesse in generale, e ciliegina sua torta il professore era assente (é illegale), c’era la proffessoressa della stessa materia ma di un altro corso di laurea più tre assistenti che ci hanno dato delle dritte sbagliate perché nemmeno loro capivano. Questo, fino l’anno scorso, era l’esame più facile del triennio, roba che se studiavi prendevi sistematicamente trenta, anno nuovo professore nuovo e sto pampano ha fatto una strage. 29% di promossi, molti con voti pure bassi. E questa é solo una delle tante avventure di meccatronica. Ad esempio un altro del secondo anno doveva ancora darci le soluzioni (solo numeriche) degli esercizi del libro.
            Il libro é del 2004. Quell’esame sono riuscito a passarlo al sesto tentativo. Seguono il professore di geometria che si era dimenticato il prodotto fra matrici, uno di informatica fissato con la teoria che non si ricorda manco gli automi a stati finiti e la macchina di touring.

            Quando sarò uscito da questa palude potrei fare queste cose:
            1)divento un hikkikomori giapponese
            2)ladro
            3)vado a lavorare per qualche azienda. Programmazione di basso livello per microcontrollori non sarebbe male.
            4)é più un sogno, ma visto il fatto che difficilmente andrò avanti con la magistrale difficilmente si realizzerà perché si tratta di ricerca vera e propria, ma ho sempre avuto il pallino di andare a lavorare nel campo dello sviluppo protesi. Cioé, non roba da cinesi che fa la presa a pizza. Arti perfettamenti funzionanti, che ci puoi suonare il pianoforte per dire.

          • Enry

            l’idea del ladro non è male, se fossi amazon ti direi “altri clienti hanno provato anche prete e mantenuto”. Dal punto di vista lavorativo non sono affatto male. Ognuno ha i propri limiti, ma hai un posto fisso.

            Io ti direi di inseguire i tuoi sogni ammesso che siano almeno parzialmente realizzabili. Cioè se io avessi un sogno tipo il 4) e per realizzarlo fossi obbligato ad andare in giappone, direi che non è realizzabile. Però la mia idea è sempre stata “punta al 10 per ottenere 8/9”. Ho sempre fatto così, fin dalle medie e ho sempre avuto la media del distinto/8-9. Io punto a lavorare per esempio in una di quelle che potrebbe essere la migliore software house di videogame dal punto di vista lavorativo (comodo, appagante, buon stipendio…) ma so già che sono sempre stato una persona distinta e non ottima o eccellente, quindi se capiterà l’occasione non ottima l’acchiapperò. Non so se mi sono spiegato.

            Comunque ogni uni ha la sua ^_^ a Info per dirti, la media di tempo impiegato per finire la triennale è di quasi 6 anni (la media!!!). Questo perchè ogni anno c’è 1-2 materie bloccanti con scritto, progetto e orale in cui passa il 10% della gente. Esempio programmazione 1: provano in 100 passano in 10. Non perchè ci sia un limite definito, ma per vari fattori. Tipo gente che si iscrive a informatica perchè gli piace giocare ai videogiochi, gente che non sa programmare e prova l’esame, gente che sa solo la teoria… e poi la difficoltà in ogni caso. Anche con delle buone basi, io l’ho passato al terzo appello…

          • NicknameAcaso

            Secondo me dipende anche dal fatto che spesso molti si iscrivono ad informatica convinti che sia smanettoneria applicata. Ne conosco più di uno che dopo un anno di esami andati male (perché con CTRL ALT CANC non si va molto lontano) ma nonostante ciò faceva i discorsi da grand’uomo fatto e vissuto e poi se ne veniva fuori con perle del tipo “al giorno d’oggi nessuno programma a basso livello.”
            Comunque condivido il tuo discorso, il motivo principale per cui ho fatto meccatronica é che comunque le probabilità di assunzione sono alte, quindi non ho mai anteposto il sogno alla realizzazione personale.

            Ma se é 6 anni la media per il triennio tu che l’hai fatto giusto in 3 sei un mito!

          • Enry

            “quindi non ho mai anteposto il sogno alla realizzazione personale.” Capisco, beh in ogni caso c’è modo e modo 🙂 magari riesci a prendere due piccioni con una fava.

            “Ma se é 6 anni la media per il triennio tu che l’hai fatto giusto in 3 sei un mito!”

            Beh’ il mio trucco è stato accettare tutto! XD ho passato quasi tutti gli esami al primo colpo e accettato tutti i voti. Per fortuna sono uno che o non passa o passa con circa 24 a meno che non sia un esame tosto. Questa strategia si è dimostrata vincente al triennio perchè accettando tutto subito, poi potevo dedicarmi completamente alle materie più toste che richiedevano più tempo. Comunque sta storia dei 6 anni mi sconvolge ogni volta che ci penso però in effetti è così… molti iniziano a lavorare dopo i due anni, perchè sanno programmare, ma non abbastanza bene da passare programmazione 1 o 2… di conseguenza fanno stage e altro e nel frattempo provano a passare questi due soli esami. E poi c’è l’esame di ingegneria del software che richiede la realizzazione di un progetto di gruppo per la durata di 6 mesi. Puoi farlo dopo aver passato programmazione 2 e database (capisci il blocco quindi) e devi iniziare il corso a settembre altrimenti rischi di non finire. Il progetto si fa in 7 è richiesto da un’azienda e ti giuro che io non ho vissuto mentre lo facevo…ero un automa… e a malapena hai il tempo di passare uno o due esami in quel periodo. Questi sono i motivi per cui la gente ci mette 6 anni.

          • NicknameAcaso

            Porca zozza. Che voglia.
            Ma se é roba commissionata da aziende se succedono casini chi si prende la colpa?

          • Enry

            Penso anzi sono quasi certo ci siano dei vincoli tra aziende e università…le aziende presentano progetti all’università e si sceglie tra quelli.

          • NicknameAcaso

            Ma ste aziende vi danno qualche tipo di “compensazione”? Non monetaria intendo, almeno avere qualche tipo di ritorno tipo possibilità di assunzione in futuro o comunque mettere sti progetti nel curriculum come tirocini a tutti gli effetti.

          • Enry

            Nel curriculum sicuro visto che sono progetti molto seri… Per quanto riguarda l’assunzione ci sono possibilità di certo, ma in generale si procede in maniera diversa. Altro blocco che non ho menzionato prima é lo stage. Blocco perché da noi é obbligatorio e non si può iniziare se non ci sono delle precondizioni abbastanza rigide rispettate (tipo che ti mancano 3 materie per laurearti di cui massimo una di informatica). Lo stage da noi é di due mesi perché col mega progetto precedente impariamo a lavorare con in un’azienda. E dopo lo stage ti offrono nel 90% dei casi il posto di lavoro…

  • NicknameAcaso

    Sulle nuove ip si fa tanta retorica. Bloodborne mi piace un casino, ma chiunque faccia un discorso al riguardo lodandolo per la propria originalità in termini di ip o sta trollando o é scemo. É dark souls gotico. Punto. Se si fosse chiamato darksouls gotico only on playstation avrebbe fatto schifo/sarebbe stato meno bello? Per me, no. Sarebbe stato fico uguale. Quindi perché osannarlo per la scorza?

    In merito a Nintendo, in questa gen con due nuove ip si é beccata due pettinate in contropelo, steam e #FE sono disastri di vendite, che a memoria non so dove andare a cercare per trovare vendite peggiori di titoli con un buon impegno/budget dietro. Io e Nonnolimone siamo gli unici due possessori noti di steam qui in europa, non so se mi spiego.
    In compenso un titolo come splatoon che sembra un indie di alto profilo sta disintegrando i record di vendite di molte esclusive sia Nintendo che non.

    Comunque sia penso che prima di fare discorsi su nuove ip vs vecchie si debba leggere su wikipedia il concetto di brand recognition. E cosa esso comporti.

    In ultima analisi sono d’accordo con te Eflum, buoni giochi>fuffa semantica. Finché non cominceranno a trattare Mario come sega con sonic, che praticamente é roba da abusi domestici ormai, per me possono andare avanti. Coi capitoli 3d che quelli bidimensionali hanno rotto.

    • Zapp Brannigan

      Siamo in 3 per quanto concerne Codename Steam (e la cosa figa è che mi è pure piaciuto un botto :D)

      • Fenrir

        Proprio oggi stavo pensando se prenderlo o no xD

        • Zapp Brannigan

          Prendilo così facciamo i fanatici 4 😀

      • NicknameAcaso

        Servivano più spade e waifu per vendere.

        • Zapp Brannigan

          O spade-waifu, tipo Fi di Skyward Sword ma con le tette e l’aria sbarazzina

          • NicknameAcaso

            Spada e fodero contemporaneamente.
            Sporco sessista.
            Mi piace 😀

        • Serviva una gameplay più decente o farlo su una piattaforma più veloce, più capace. Mi ha fatto davvero ribrezzo. Schifo schifo no, ma sprecatissimo.

          • NicknameAcaso

            La velocità l’hanno raddoppiata con la patch, era praticamente ai livelli di altri strategici di IS. In ogni caso non era skippabile il turno avversario per questioni di gameplay.
            La strategia standard di restare tutti attaccati e muoversi in blocco in certe mappe e ai livelli alti ciò era altamente inefficente. Se poi ci si ritrovava contra i tizi coi lanciagranate stare tutti attaccati era una pessima idea. Ricordo che la tua lamentela principale era proprio il fatto che tenendo tutti vicini si steamrollava tutto. Nel complesso direi che aveva una buona varietà. Tra l’altro considerato tutto non hanno cannato il bilanciamento, cosa non semplice nella prima iterazione di un tattico. Bisogna riconoscergli che in termini di impegno eccetera non hanno lesinato nulla. Da un punto di vista del gameplay l’unico vero errore madornale è stato non mettere un limite assoluto di tempo. Facendo ciò a patto di essere disposti a sacrificare turni si aveva sistematicamente grosse quantità di vapore.

          • Si appunto, aspettare per boostarsi e poi andare avanti….
            Non mi ha entusiasmato per nulla, non mi ha proprio preso, né per il gameplay né per lo stile.
            Come esperimento ci sta onestamente, non ha fatto per me, tutto qua.

        • Io volevo comprarlo, ma la demo mi ha fatto desistere. Telecamera manuale oscena, turni avversari lenti (potevo schiacciare un pisolino fra un po’), gameplay poco convincente, nemici privi di qualsiasi caratterizzazione…….insomma occasione sprecata e dire che l’idea di base era simpatica e tamarra al punto giusto.

    • Frulla95

      Vendite peggiori per una IP Nintendo? The Wonderful 101.
      Un vero peccato, visto che per me è il gioco più fresco dopo Splatoon uscito su WiiU

      • NicknameAcaso

        Al confronto di #fe e steam, wonderful ha venduto bene.

        • Frulla95

          Non ne sarei così sicuro io…

          • NicknameAcaso

            Wonderful ha continuato a vendere negli anni. Poco ma costante. Adesso é a 400mila copie.
            Steam é a 170mila.
            #FE 30/40mila.
            Ora, non escludo che con la release occidentale #Fe riesca a superare i 400mila, ma ce la farà a pelo imho.

          • Frulla95

            Interessante. Dove hai trovato i dati?

          • NicknameAcaso

            Vgchartz. Tieni conto che nel lungo periodo vgchartz é parecchio attendibile, perché corregge le sue stime merdose con i dati reali di mediacreate per il giappone e npd per l’america. Per l’europa fa un patchwork di fonti, non é altrettanto attendibile però nel caso di nintendo l’europa é circa un quarto del suo mercato.
            Anche un errore grave di stima delle vendite in europa nel complesso conta poco.

          • Frulla95

            Beh insomma… Attendibile fino ad un certo punto. Dipende molto dai giochi. Alcuni non sono mai stati conteggiati, altri invece non vengono aggiornati nel migliore dei casi solo da mesi mentre altri da anni interi. E lo controllo ogni mese. So come è vgchartz e nonostante all’inizio ne fossi un estimatore (pur contando il margine d’errore), ormai non lo tengo più in considerazione da un anno, dopo quanto ti ho detto, pur continuando a controllarlo

  • “”la ricerca del fotorealismo, che tanto ha tolto (e continua a togliere) all’immaginazione di sviluppatori e videogiocatori””

    La ricerca al fotorealismo in realtà va vista per quello che è davvero: un aumento della capacità tecnica e quindi delle possibilità espressive dei game makers ed anche dei videogiocatori. Finalmente gli artwork, i concept art possono essere resi in game con maggiore fedeltà, finalmente limiti vengono abbattuti che prima mettevano freno alla creatività e finalmente esistono tool complessi ed approcciabili per permette anche ai giocatori di poter creare insieme agli sviluppatori all’interno dei loro giochi. L’immaginazione non deriva dall’assenza di roba che quindi il cervello deve colmare, ma dalla giusta creazione di stimoli atta a farla saltare fuori. (YMMV)

    “”Da dove venivano questi FPS con la loro visuale in prima persona che innalza le vendite delle confezioni di Travelgum? “”
    Dall’unica vera piattaforma di gioco suprema. Dal PC. Ringrazia che anche i consolari ora possono godere di questo genere. 😛

    • Enry

      la ricerca del fotorealismo, che tanto ha tolto (e continua a togliere) all’immaginazione di sviluppatori e videogiocatori””

      Forse andava letta in maniera diversa… Io l’ho intesa cosí: Visto che i giochi col fotorealismo attirano di più, gli sviluppatori scelgono questo piuttosto di sforzarsi a ottenere uno stile diverso e ricercato tipo “wooly world” di yoshi per fare un esempioPuò essere?

      • Questo secondo il pensiero che le cose non fotorealistiche sono intrinsecamente meglio. Cosa assolutamente non vera.

        • Pietro Spina

          Però è spesso una scorciatoia artistica – parlando di mero impatto grafico.

          • In realtà la direzione artistica conta molto anche se insegui il fotorealismo.
            Poi moltissime tencnologie sviluppate nella ricerca del fotorealismo sono tornate utili per implementare visioni non tali in modo più libero, basti pensare a tutte le tecniche di manipolazione luminosa negli ultimi anni che trovano spazio e sfogo anche in come come Wind Waker HD o i recenti Mario. Quelle cose sono state introdotte e sviluppati da gente che faceva giochi ad alto impatto grafico, non artistico e fumettoloso.

          • Pietro Spina

            Difatti apprezzo maggiormente l’illuminazione dell’originale, per quanto non in tempo reale.

            In ogni caso mi riferivo al fatto che molti titoli, una volta raggiunto un determinato impatto grafico/tecnico, non si sforzano di caratterizzare la propria opera donandogli dei tratti distintivi

            Diciamo che è un problema che contraddistingue maggiormente piccoli team che lavorano su motori non proprietari.

          • Coi motori 3D o ti riempi di artisti o ci fai poco a dire il vero.
            Difatti i meglio rappresentati indie con personalità sono 2D.

          • Pietro Spina

            E anche quando si “riempiono” di artisti non sempre si percepisce carattere. Capacità tecniche e personalità non sempre viaggiano di pari passo.

            Ma ovviamente il mio è un parere di end user che è passato dalla grafica vettoriale del Vectrex ai 4K, non nego che le esperienze personali possano influire sulla percezione di alcune opere più moderne.

          • Io un artista bravo non lo vedo come uno bravo tecnicamente, ma caratterialmente.

            Io la prima roba l’ho saltata per motivi di età/disponibilità di hardware, sto dietro al tutto dagli “8 bit” però.

            Io però sono uno di quelli che segue di più il tecnicismo (ma proprio in generale, in campo musicale, progettuale e via dicendo) ogni volta che nasce una nuova tecnologia faccio fatica a guardare alle cose indietro con lo stesso occhio. Per dire, ora che c’è il PBR, come fare senza?

          • Zapp Brannigan

            Non per niente Crytek ha sede in Germania

    • Diego Inserauto

      Le limitazioni diventano opportunità. Il nes era poco potente e non potevano simulare efficacemente l’effetto dei capelli che salgono e scendono. A Miyamoto venne l’idea del cappello. Oggi si può fare più o meno tutto, hanno miriadi di asset già pronti e non è un caso che ci sia più inventiva negli indie che negli AAA. Ovvero con game developer costretti a usare tecnica e fantasia per far fronte a limitazioni tecniche ed economiche

      • No, l’inventiva negli indie rispetto agli AAA dipende dal fattore rischio, non da inventiva che manca.

        • Diego Inserauto

          Dipende, va valutato caso per caso. ogni artista dovrebbe avere i migliori mezzi per riproporre ciò che ha nella zucca in maniera più efficace Però molte cose geniali nella storia dei vg sono state fatte per aggirare limitazioni hardware e col senno di poi ci si rende conto di essere arrivati a una soluzione validissima, se non addirittura la più valida. Se mia madre vede un cappello con la m pensa subito a super Mario, se avessero avuto più Potenza non avrebbero avuto l’idea.

          • Onestamente del cappello di Mario…
            Preferisco come esempio l’algoritmo di compressione dati che Iwata sviluppò per Pokémon Argento/Oro che permise di risparmiare così tanti spazio da poter inserire Kanto come regione.
            Però sono tutte cose ancorate al passato. Ora si ragiona in termini diversi. Ci sono sempre delle limitazioni da aggirare e dei trucchetto da sviluppare.
            Tutti i giochi “con la nebbia” per limitare la distanza visiva, tutte le volte che si é costretti ad usare il culling poligonale con algoritmi alche inventivi, e via dicendo…
            Per dire XCX ha un’ottima tecnologia di streaming ed una fantastica direzione artistica, ma la mancanza di illuminazione dinamica lo rende davvero un’occasione sprecata.

          • Diego Inserauto

            Beh l’esempio del cappello è interessante perché da quell’exploit hanno cavato fuori un’ iconografia che vale più del mero risultato tecnico e artistico.

            Poi in linea di massima sono d’accordo, anche con altri commenti che hai postato.

            Oggi si lavora in maniera diversa, vero ma il concetto è che il talento di un artista èfacile da riconoscere se ottiene un ottimo risultato quando costretto a fare i conti con la pressione e limitazioni.

            Oggi avviene più difficilmente. Per sfornare un assassin’creed all’ anno Ubisoft fa lavorare diversi gruppi a distanza e gli sviluppatori (al di fuori del produttore esecutivo e dei supervisori ) non hanno visione di insieme, diventano più artigiani che artisti.

          • Si, appunto, il cappello di Mario é stato culo incidentale, non una cosa geniale al momento, ma geniale a ritroso.

  • Xemion

    federation force non è stata una delusione per quello che ha presentato (perchè la struttura di gioco è divertente! a me è piaciuta) , ma per quello che rappresenta, ovvero metroid, perchè la gente non vorrebbe vedere 4 soldati stilizzati a fare quel tipo di gioco sotto il nome di metroid, soprattutto in un momento in cui la gente chiede un altro metroid (per la maggior parte un altro metroid prime, che non ha senso perchè il metroid prime *SPOILER!!!!* muore nel 3 episodio quindi fine, ma anche un metroid 5 ambientato dopo fusion, visto che praticamente quell’episodio ha fatto tabula rasa per creare un nuovo universo, non sarebbe male) e invece NO, federation force… io me la ricordo la gente che si divertiva a vedere blast ball al nintendo world championship 2015 quando ancora non era stato annunciato il nome intero, è stato l’averlo messo sotto il nome di metroid ad avere deluso il pubblico, ci vorrebbe una nuova IP con una struttura di gioco solida (Splatoon infatti la gente lo ha promosso, a differenza di codename che ha fatto storcere il naso a molti) e che sappia incidersi nella memoria (mi piacerebbe vedere dillon in avventure più variegate, il personaggio vale moltissimo, anche mallo vale tantissimo ma il suo personaggio è chiuso nel suo piccolo universo puzzle, bisognerebbe sperimentare di più con loro due, Qbby non mi ha convinto onestamente), nintendo sperimenta troppo con gli stessi personaggi (animal crossing amiibo festival?) e questo può snaturizzarli,creando delusione, federation force ne è un esempio, se avesse avuto un altro nome la gente non l’avrebbe accusato come sta facendo ora, avrebbe aspettato più informazioni sul titolo (di cui nintendo comunque non ne parla dal suo annuncio lo scorso E3)

  • Frulla95

    Trovate l’errore nella frase dell’articolo: “Anche escludendo l’incredibile successo di Splatoon, …il Ruboniglio di Zelda A Link Between Worlds… e chissà quanti altri!”

    • Diego Inserauto

      ? Wut ?

      • Frulla95

        Ti sei risposto da solo sotto

  • Ortiga

    Per quanto riguarda le nuove IP mi riallaccio ad un discorso che non ricordo bene se ho letto qui o da qualche altra parte.

    Abbiamo visto molte IP Nintendo venire apparentemente estraniate dal loro concept originale per essere inserite in un contesto simile ma dal concept differente.

    Mi riferisco in particolare a questi giochi: StarFox Adventures, Mario Galaxy 1-2, Zelda Four Swords (tutti e 3) e Triforce H, Metroid Prime, il nuovo FF, Amiibo festival, Kirby Canvas e Kirby Pennello arcobaleno, e per ora mi fermo qui.

    Tutti questi giochi hanno, chi più chi meno, un concept diverso rispetto all’originale con cui erano stati concepite le saghe.

    Secondo me la questione di fondo è questa: come spesso dichiarano quelli di Nintendo, da loro prima nasce l’idea del gioco e del relativo gameplay (magari con una feature in particolare, vedi la gravità di mario galaxy) e poi ci disegnano attorno il gioco e ci schiaffano sopra l’IP (come spesso accade una esistente, oppure ne fanno una nuova). Quando vogliono osare e non hanno timore dell’insuccesso, si inventano una nuova IP. Quando vogliono puntare comunque alle vendite, a prescindere dal creare una nuova tipologia di gioco, ci schiaffano sopra il Mario o Zelda che sia. L’hanno dichiarato loro stessi che volevano fare SPLATOON a tema Mario.

    Come ricordo di aver letto in giro (mi sembra qui), vi immaginate Mario Galaxy senza Mario ma con un altra IP ? Lo vedreste così fuori luogo dall’ambiente Marioso? io personalmente no, anzi secondo me pianeti, gravità ecc con Mario non ci azzeccano tanto. Qui Nintendo ha perso un’occasione di tirare fuori dal cappello una nuova e interessante IP legata a questo “Universo”. Infatti per me la naturale evoluzione di Mario 2d è mario 3d world/land, che è un platform 2d con possibilità di movenza a 360° ma che mantiene la struttura di gioco di un 2d.

    La domanda è: avrebbe venduto ugualmente tanto e avrebbe avuto il successo di critica? per il venduto probabilmente non avrebbe fatto gli stessi numeri del nome “Mario”, ma il successo di critica lo avrebbe guadagnato comunque, perchè come scrive Diego è la qualità che premia, e con questo gameplay avrebbe sicuramente ottenuto ottimi riconoscimenti, come ha fatto anche con il nome Mario.

    Secondo esempio. Il primo è il mio più grande rimorso. Starfox adventures. Se non avesse avuto il nome Starfox, ma fosse stato come l’originale Dinosaur Planet, avrebbe venduto tanto e avrebbe avuto successo di critica? Per il primo punto secondo me si, primo perchè starfox non ha mai fatto numeroni astronomici e poi perchè qui la gente si è accorta che con questo gioco starfox non centrava molto. Per secondo punto invece, probabilmente avrebbe avuto secondo me ancora maggior successo di critica , perchè la gente si sarebbe messa nell’ordine delle idee di giocare ad un gioco di pura avventura e lo avrebbe giudicato da quel punto di vista, e non un gioco di starfox fuori dalle navicelle (e forse senza il nome starfox avremmo potuto affrontare come boss finale il generale Scales e non Andross per la 3a volta!).

    Ultimo caso , il più difficile da giudicare. Metroid prime. Concordo Assolutamente che è quello che più si avvicina al concept originale della saga, ma io quando gioco a metroid prime, per quanto la sensazione di isolamento e solitudine d’esplorazione siano molto simili a quelli trasmessi dai metroid originali, non ho la sensazione di giocare a Metroid se non quando salvo che vedo la tuta di Samus dall’esterno. Qui un altra IP forse ci stava.

    Finirei anche io per scadere nella retorica. Il mio papiro è solo per dire una cosa: spero che Nintendo guardi al passato, ricordando la storia di IP pompate su concept differenti, successo o insuccesso che abbiano avuto, e che riflettano bene sulla direzione da prendere.

    • Diego Inserauto

      Buona analisi, non condivido alcune cose ma bravo!

      • Ortiga

        sono curioso di sapere cosa non condividi 🙂

        • Diego Inserauto

          Non condivido sugli esempi. Metroid Prime è uscito in un’era in cui il genere metroidvania era defunto e ha contribuito alla rinascita del Brand. Ed ancora oggi c’è un forte interesse ma ci vogliono le idee giuste.

          Dinosaur Planet non funzionava. Anche appioppandogli i pg di statfox il risultato è stato un gioco modesto. Tecnicamente ineccepibile ma povero di idee e quella poche che aveva mutuate da Zelda. Senza starfox sarebbe caduto nel dimenticatoio come è successo per Kameo, altro gioco senza idee se non prese in prestito da metroid/Zelda/Mario .

          La questione Rare ancora brucia a qualcuno ma è arrivato il momento per fare un po ‘ di revisionismo storico e rendersi conto che c’era più di un problema con l’azienda dei fratelli stamper e che se dopo la cessione di Nintendo a Microsoft non abbiamo un solo gioco Rare, uno solo in quindici anni, che si avvicini ai loro fasti un motivo c’è. E non è un motivo di migrazione degli sviluppatori, viva pinata era un gioco tecnicamente eccellente e con idee nuove per dirne uno.

    • Frulla95

      Concordo con l’idea che Nintendo non dovrebbe mettere le IP famose in concept di gioco nuovi, ma creare nuove IP, e concordo con tutti gli esempi eccetto Metroid Prime. Per me è la sua naturale evoluzione e anzi, imho andrebbe pure ampliata sia in single player con una trama ancora più articolata e un gameplay più spettacolare, sia in multiplayer, cercando di replicare il successo che in questo campo ha Halo. Non dico che deve copiare Halo, dico solo che nell’immaginario collettivo Metroid deve diventare la serie matura di punta di Nintendo.

      Sicuramente su Metroid qui nessuno sarà d’accordo, ma imho è la scelta migliore, anche per rendere questa serie più popolare.

  • Rioton

    Si chiama Ravio, Ruboniglio è dei giochi di Mario

    • Diego Inserauto

      Hai ragione! Scusate del lapsus. La mia rubrica è un misto di conoscenze acquisite e focosità passionale. Per questo ricontrollo più volte fonti e correttezza di citazioni ma qualcosa ahimè può sempre sfuggire.

      Visto ? Potevo cavarmela dicendo che era un test per mettere alla prova la vostra nintendarità. Ma sono troppo onesto (ed era una fregnaccia troppo palese)

  • Per me nintendo con le sue IP può fare un po’ come vuole, basta che poi sforni bei giochi. Nuove IP esclusive nintendo in questa generazione le abbiamo avute: Bayonetta (ok, originariamente non era loro e ne hanno acquisito i diritti, ma alla fine è roba nuova), Bravely Default, Code Name: STEAM, The Wonderful 101 e Splatoon.

    Federation Force si può criticare per la presentazione e per la grafica completamente diversa dagli stili classici di Metroid, per il resto però, imho, è un gioco che andrebbe giocato (non al day-one, però XD) perchè non sembra malvagio.

    Cmq poi sarà una mia impressione, ma in questa generazione, mi sembra che ci sia molta più qualità/roba interessante (almeno per quel che mi riguarda) per console nintendo rispetto alla scorsa generazione. Guardando ai miei numeri, tra titoli che ho e che devo prendere:
    – su Wii U arrivo a 27 titoli al momento, contro i 25 di Wii;
    – per 3DS supero tranquillamente i 40 titoli (mi sa tanto che a fine generazione potrei raggiungere e/o superare i 50) contro i 28 per DS (17 sono solo pokémon), non ho mai avuto così tanti giochi per una console (inutile dire che per me questa generazione l’ha vinta il 3DS *fugge*) XD

    • Diego Inserauto

      Concordo. C’è tanta qualità nell ‘offerta wii u. Manca la varietà ma io sono fortunato perché i generi che adoro sono coperti ?

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