Opinioni Opinionabili #19 – Quando il gioco si fa piccolo

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Opinioni Opinionabili è lo spazio dove Diego “Elflum” Inserauto erutta i suoi pensieri borderline, il titolo che ha scelto per la rubrica ha un errore ortografico ma dice che è una cosa voluta. Il pensiero di Elflum non coincide necessariamente con quello della redazione di NintendOn ma del resto, alle volte, nemmeno con quello di Elflum.

Sono passati due settimane dal direct che ha riportato in pista Nintendo. Una Nintendo strana, quella del 2015, una Nintendo che non siamo abituati a vedere. Certo, c’entrano i dati di vendita, il fatto che il volo di Wii U non è andato a sorvolare le tappe designate. C’entra anche che il 3DS, e per estensione il mondo portatile, si trova ai ferri corti. Sì certo, ci si può nascondere dietro a un dito e dire che il 3DS è una console che si appresta ad entrare nel quinto anno di vita e quindi ormai a fine ciclo vitale, ma la realtà è che il mercato è cambiato. Il futuro del mondo portatile lo abbiamo già in mano e si chiama smartphone, più adatto al gioco mordi e fuggi e alla concezione originale di handheld. PSVita e 3DS vengono usati più spesso a casa e per sessioni di gioco estese piuttosto che sui vagoni di un treno o per il momento supremo sul trono bianco. A questo aggiungete un rapporto qualità/prezzo del software irraggiungibile e diventa immediatamente comprensibile un futuro in cui sempre meno persone saranno disposte a spendere due centoni e passa per un nuovo portatile + cartuccia. Soltanto pochi anni fa il gaming mobile era un’imitazione del gioco serio, i titoli dedicati di Sonic, Rayman e Resident Evil erano reinterpretazioni apocrife per raggranellare due spicci.

In attesa del meteorite, le software house hanno iniziato a muoversi lentamente dove fa più caldo, chi con la grazia di un velociraptor, come Squarenix che finanzia sì il nuovo Tomb Raider per console, ma che in proporzione avrà guadagnato di più con Hitman Go e Lara Croft Go alla fine della fiera, chi con il fracasso di un tirannosauro come Konami che ha spostato (quando non licenziato) le proprie risorse verso altri settori, tenendosi solo Pro Evolution Soccer come ancora di salvataggio per rientrare nel gaming che piace a noi giocatori, quello serio con pad in mano e sedere sul divano. Come restare inerti quando i numeretti del proprio business, fatto di produzioni milionarie e mesi (se non anni) di sviluppo, iniziano a essere bazzecole in confronto al fatturato di King?

Gli hardcore gamer non l'hanno presa molto bene

Gli hardcore gamer non l’hanno presa molto bene

Da una parte i numeri incredibili di Angry Birds e Candy Crush, dall’altra un’offerta indie che non solo ha fatto impennare la qualità media ma ha anche creato un circuito di interesse per i giocatori più esigenti: da qualsiasi parte la si rigiri, perdersi determinati titoli mobile è considerabile un’occasione persa, paragonabile alla sensazione provata di quando esce il nuovo episodio di un brand storico in esclusiva su una console non posseduta, e oggi che i controlli sono sempre più ottimizzati per i touchscreen, senza più bisogno di emulare un insulso joystick+tasti a schermo, è vero più di ieri. Insomma, l’offerta mobile, oggi, è valida e in futuro lo sarà ancora di più.

Il formato Free to Start (definizione più onesta resa celebre da Satoru Iwata per i freemium/free to play) permette di arrivare potenzialmente su tutti i cellulari (dai, scarica, tanto è gratis) con un investimento graduabile a seconda del successo riscontrato. Superficialmente non sembra un modello di business dalle grosse pretese, in realtà ha, se non salvato, risollevato il mercato e l’ha traghettato sino ai giorni nostri, nel momento di più grossa espansione degli App Store di Apple e Google, ancora ben lungi dalla saturazione dell’utenza. Gli sconti digitali inizialmente sembravano una manna dal cielo, non solo per i clienti, ma anche per i produttori. Il mercato dei videogiochi è immenso ed emergere in un settore che vede una produzione così sterminata e dal livello medio così alto è sempre più difficile. La storia del commercio insegna che attirare il cliente con un prezzo al ribasso può spingere le vendite e questo è vero. Vi dico però un’altra verità, frutto della mia esperienza personale da venditore: una volta che vendi il tuo lavoro a un euro, per la gente vale un euro.

South Park ha spiegato passo passo come funzionano i freemium, più o meno

South Park ha spiegato passo passo come funzionano i freemium, più o meno

Il cliente medio non si cura di capire se un prodotto è venduto sottocosto o sovrapprezzo perché il valore attribuito allo stesso equivale alle banconote e monete che lasciano il portafogli, nient’altro. Da queste basi ne deriva che scontare il proprio gioco è una strada dalla quale non si torna. Fez, ritenuto oggi un capolavoro tra gli indie, non è più vendibile a 9,99€ perché è stato frequentemente scontato con i saldi di Steam, è stato incluso in qualche Humble Bundle a meno e addirittura messo gratis sul PSN Plus. Basta aspettare per avere lo stesso gioco a poco, se non a niente, senza nemmeno andarsi a impelagare con i negozi che vendono key scontate o con i forum dove gli utenti scambiano quelle che già possiedono in doppia copia per eredità di precedenti bundle.

Al problema del prezzo va ad aggiungersi quello dei backlog infiniti. Di fatto, la possibilità di comprare così tanti giochi a un prezzo irrisorio è venuta a creare la stessa situazione di chi piratava la propria PSX, ovvero avere accesso a un numero incredibile di titoli, ma giocare sempre ai soliti due o tre (se non sempre e solo a Fifa) senza degnare di uno sguardo anche capolavori assoluti. Insomma il troppo stroppia anche quando si tratta di videogiocare. Avere troppo rende pigri e ignoranti, un problema non da poco per un media che non ha ancora trovato la propria maturità ma che potrebbe esserci vicinissimo.

First world class problem

First world class problem

La gente inizia a disabituarsi all’idea di pagare per giocare e questo è un problema sia per le produzioni di grosso calibro che per i piccoli studio che campano di app da tre euro. Quest’ultime hanno trovato nei Free to Start un’ancora di salvezza: dare l’illusione del gioco gratis a chi non vuole pagare è l’ideale per acchiappare quelli che in fondo sarebbero anche disposti a pagare qualcosina se ne vale la pena ma che di principio preferiscono non spendere a scatola chiusa, soprattutto se hanno un backlog di App o giochi su Steam su cui fiondarsi e poco tempo per farlo.

Se inizialmente la maggior parte delle software house vedeva nei mobile games un’occasione di lucro spicciola, e proponevano porting di retrogames con controlli inadeguati o jump’n’run con le proprie mascotte come protagonisti, negli ultimi due anni hanno capito che se vogliono veramente generare introiti devono capire il mercato. C’è chi come Electronic Arts o Activision Blizzard preferisce acquistare direttamente in toto le aziende con brand di interesse (Popcap con Bejeweled/Zuma/Plants vs Zombies/Peggle per la prima, King con Candy Crush per l’altra) e chi come Level 5 preferisce sviluppare in prima persona. Per comprendere come può essere rischioso sviluppare per mobile senza una conoscenza del mercato basta pensare al dietrofront di quest’ultima. Dalla conferenza Level 5 Vision 2015 svoltasi in aprile, sembrava che Level 5 avrebbe sviluppato solo per mobile in futuro, spostando serie di successo come Layton e Fantasy Life su iOs e Android ma l’insuccesso di The Snack World deve aver destato qualche preoccupazione. Non c’è un approccio giusto o sbagliato e ogni situazione va giudicata singolarmente, la cosa certa è che il mercato è troppo redditizio per lasciarselo sfuggire, soprattutto in un’epoca dove sviluppare giochi AAA costa svariati milioni e il gioco portatile è diventato demodé ed obsoleto.

Strutturalmente è lo stesso di quando Nintendo, che è stata fondata 125 anni fa quando non c’erano TV, ha iniziato a prendere vantaggio della tv aggressivamente come canale comunicativo. Adesso che gli smart device sono cresciuti fino a diventare la finestra con la quale così tanta gente si connette personalmente con la società, sarebbe uno spreco non usare questi device. – Ha dichiarato Satoru Iwata

Il mezzo scelto da Nintendo per entrare nel mondo del gaming mobile? Giochi sviluppati da Second Party sotto attenta supervisione e l’accordo con DeNa, con i primi esempi di Pokémon GO e Miitomo. Avvalendosi della collaborazione con chi è già nel settore Nintendo ha un’arma in più per tessere a trama di un futuro radioso anche in questo settore. Certo, potrebbero convertire il primo Super Mario Bros e buttarlo sugli store a un dollaro o creare applicazioni per temi cellulare, sarebbe la mossa più semplice per versare cascate di denaro liquido nelle proprie casse. L’altra faccia della medaglia però sarebbe la saturazione dell’offerta e l’alienazione dell’utenza. Miitomo, accolto dagli hardcore gamer come si accoglie il suocero alla vigilia di capodanno, è un esempio di come creare un’App che sfrutta le caratteristiche dell’hardware, andando a toccare con mano le stesse suggestioni del Miiverse e di Tomodachi Life più che quelle di un qualsiasi gioco 3DS.

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Cosa aspettarsi da Nintendo dopo Miitomo?

Ovviamente non mi lancio in previsioni da Nostradamus, ma sottolineo come bastano questi due titoli a far capire che Nintendo userà gli smartphone come usa le proprie console: offrendo qualcosa che gli altri non sono in grado di dare e cercando di arrivare per prima all’idea geniale che ti fa dire “come mai nessuno ci ha pensato prima?”
Una strana Nintendo quella del 2015. Parlando dell’elefante nel salotto, una Nintendo senza più Satoru Iwata e il cui lungo silenzio, partito dalla fine dell’E3 2015 e spezzatosi poco prima dell’ultimo Direct proprio con gli annunci mobile , ci ha fatto alzare le teste col fiato sospeso ma incuriositi e fiduciosi. Da questo punto di vista l’accordo con DeNa mi fa pensare a una Nintendo più agguerrita che mai, una Nintendo che da ferita si rialza trasformandosi. E questa non è nemmeno la sua forma finale.

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  • Enry

    Di fatti anche all’e3, Reggie ha continuato a dire che questo é un periodo di trasformazione per Nintendo.. Il prossimo anno ne vedremo il primo stadio

  • NicknameAcaso

    Bell’articolo, molto food for thought.
    Per come la vedo io se riuscissero a portare le app su nx portatile sarebbero già a cavallo: i bambini di uno smartphone in sé e per sé non se ne fanno nulla, é un app device, se andiamo a vedere il costo vs prestazioni, una console da 200 euro batte ogni cosa che il mobile butti fuori per un semplice motivo: chi produce smartphone e tablet deve guadagnarci sull’hardware, Nintendo no. Non necessariamente almeno.
    Per come la vedo io stanno facendo i passi giusti. Il nuovo business model sembra decisamente migliore del precedente. Nx anche con risultati non eccezionali in termini di base installata produrrà introiti grossi.

    • Diego Inserauto

      Grazie per i complimenti. Opinioni Opinionabili vuol essere proprio questo: food for thought about games. Mi aspetto che l’offerta mobile sia estendibile all’nx, come ho già scritto sopra, vediamo il futuro cosa ci riserva, probabilmente un altro episodio di questa rubrica 😉

  • Zenox (Luigi)

    io spero solo che non sono costretto a prendermi un cellulare d’ultima generazione per seguire queste cose, non riesco a giocarci sui cellulari, preferisco le console più classiche.

    • Diego Inserauto

      stesso timore 🙂

  • Hyper L

    A me preoccupa molto la situazione attuale del mercato gaming, non tanto Nintendo ma in generale: Mi preoccupa il fatto che la gente non sia disposta più a pagare (e io pure, tra Steam e humble Bundle mi capita di pagare poco per qualche gioco, anche se in generale se un gioco mi ispira lo prendo anche se a prezzo pieno o poco scontato) per un gioco, o che li svaluti così tanto, che insomma preferisca spendere 10 euro per 20 giochi di cui ne comincia 6, ne abbandona 4, ne finisce 2 (forse) e ovviamente non tocca gli altri 14, anziché 10 euro per UN gioco ma fatto bene, vedasi FEZ verbigratia poiché citato nell’articolo, ma pure un sacco di altri ovviamente, che regala ore di vero intrattenimento di qualità e che sia un gioco “fatto col cuore” e non fatto tanto per…

    Nessun mercato è un male, anche su Smartphone qualche perla c’è e altre ne usciranno (spero). Sarò forse uno dei pochi che preferisce spendere anche su Smartphone qualche euro per avere un gioco completo anziché spendere soldi per poter giocare due volte di più o avere l’equipaggiamento più powa degli altri

    Mi mette molta tristezza pensare a queste cose… Mi auguro che il mercato maturi in fretta, ma è più un’utopia che una speranza, anche perché la maggior parte dei fruitori di videogiochi (smartphone e non) ormai non è più composta da videogiocatori… -_-“

    • Diego Inserauto

      “la maggior parte dei fruitori di videogiochi (smartphone e non) ormai non è più composta da videogiocatori…”

      Non me la sento di definire non-videogiocatore chi gioca solo a heroes of the storm o heartstone, o solo cod e pes, o solo mario. Sono tutti videogiocatori. Non hanno la completezza di visione di appassionati come noi, ovvio, ma sono numeri impotanti nell’industria. Spesso si definisce il casual game come un giochino poco profondo e stupidino, ma non deve essere per forza così. Anzi Nintendo ci ha fatto capire che bisogna mettere una certa cura, qualsiasi sia il cliente.

      Il fatto che vedremo sempre meno produzioni blasonate non è dovuto solo all’utenza, ma anche agli elevati costi della produzione e al poco coraggio di certe software house, che preferiscono i soldi facili al “crederci ancora”.

      Ovvero, sì il pubblico può anche scegliere il cinepanettone, ma se gli dai solo quello non è più una scelta. Non è un caso che anche i cinepanettoni stiano ormai scomparendo (fanno numeri sempre più ridicoli, quest’anno ne abbiamo addirittura quattro, ma se siamo fortunati falliranno gli obbiettivi di vendita tutti e quattro e l’anno prossimo i produttori dirigeranno i loro denari altrove, quello con massimo boldi è già la prima delusione di incassi della stagione per loro)

      • Hyper L

        Certo, io intendevo per “videogiocatori” in effetti chi è appassionato, quindi quelli come noi. Tecnicamente pure uno che gioca solo ad un gioco su smartphone quale esso sia è definibile “videogiocatore”. Ti ringrazio per lo spunto sulla differenza tra l’avere “giochini” e l’avere SOLO “giochini” (nel paragone con il cinepanettone), non avevo considerato che forse entrambi sono necessari

  • L’importante é che seguano ciò che fanno con idee. Che vedere giochi dal multiplayer asimettrico non su Wii U, mi fa piangere.

    • Diego Inserauto

      Davvero, è la console perfetta per il multiplayer. Magari le (mancate) vendite hanno causato un deficit di progetti dedicati, in ogni caso è un vero peccato.

      • a dire il vero il mio gruppo per il multi locale è virato da Mario Kart e Smash a Towerfall Ascension, Helldiver ed altri top down shooter, tutti su PS4.
        Probabilmente è perchè dopo 20 anni di mario kart e smash un po’ ci han dato alla noia.
        Ci volevano più idee come Nintendoland ma con più profondità secondo me.

        • La penso anche io come te, nuove idee Nintendo avrebbero potuto fare la differenza, ma i titoli da te citati sono imparagonabili rispetto ai titoli Nintendo e in ogni caso nulla che non può un giorno arrivare anche su Wii U

          • “imparagonabili”. Già, sono meglio perché nuovi. O diversi di genere. Nintendo fa lo stesso gioco. Itera, va bene, ma su Wii U sta iterando a volte a perdere, il che mi fa tanto strano.
            Nintendo non mi può tirare fuori un Mario tennis scarno all’osso per dire. O Mario Kart con una battle mode indecente, che su GC ci siamo ammazzati troppo in quella modalità. Smash Wii U ottimo capitolo con miglioramenti ed aggiunte invece.

            Poi è una cosa personale come ho detto. Anni a giocare la stessa roba in MP locale, variare un po’ fa bene, a tutti.

          • Si sono imparagonabili perché di genere totalmente differente come anche totalmente differenti sono le risorse dietro ai progetti stessi e no, non sono per niente meglio, diversi si.
            Mario tennis è scarno al punto tale da far riflettere e preoccupare sui progetti futuri, io spero che segui le orme di splatoon con il rilascio di aggiornamenti, chi lo ha acquistato dall’eShop ha detto che lo spazio in Mb dichiarato è nettamente inferiore a quello effettivo, questo lascia una minima speranza per l’esistenza di aggiornamenti futuri, come gameplay e divertimento merita.
            Per Mario Kart non so dirti perché non ho avuto il Cubo ma di certo posso dirti che nonostante sia uscito da un bel po’ ci gioco ancora volentieri.
            Per Smash posso dirti che non mi è piaciuta la politica applicata ai dlc.

          • Enry

            Cosa non ti é piaciuto dei dlc? Stanno offrendo possibilità per aggiungere varabili ad un gioco che dopo un anno potrebbe stancare. Non sei obbligato a comprare e non é roba tagliata… Smash me lo sono goduto tranquillamente fino al mese scorso e poi ho deciso di acquistare qualche pg… Secondo me ci sta… Ma non mi sono sentito fregato, i personaggi erano già tanti…

          • Anche io non mi sento per nulla fregato ma con prezzi alla portata di più portafogli sarebbe stato molto meglio

          • Enry

            Lo so, infatti col mio amico abbiamo fatto la saggia scelta di comprare i dlc insieme, perchè io ho smash per wii u e lui per 3ds. Quindi al posto di pagare un pg per esempio 4 euro, lo abbiamo pagato 5 che dividendo per 2 fa 2.50… 🙂

          • Diego Inserauto

            Ottima soluzione. Devo trovare qualcuno che voglia comprare i dlc per smash 3ds 😀

          • Diego Inserauto

            Concordo, i prezzi sono fin troppo alti.

            Peccato perché a parte questa piccola macchia mi trovo in sintonia con la politica Nintendo sui DLC almeno finora.

        • Diego Inserauto

          Sempre se realizzare giochi multi non toglie risorse ai giochi single, in una macchina dove ormai sviluppa solo Nintendo+qualche indie+just dance…

          • A me sembra che il bilanciamento di titoli singoli e Multi sia mantenuto bene su Wii U, poi hanno tanti team di sviluppo si riescono a gestire bene. Il problema è la costanza di qualità/contenuti nei progetti Nintendo, siccome c’è solo lei a svilupparci sopra, si nota troppo quando deve semplicemente tappare i buchi.

  • Tranne che per un paio di punti per il resto sono totalmente contrario a quanto scritto in questo articolo…

    • Diego Inserauto

      Che fai, lanci il sasso e ritiri il braccio? 😀
      Cos’è che ti perplime? Sono curioso 😉

  • Mauro

    Mi hai fatto venire i brividi!

    • Diego Inserauto

      Spero non di freddo, dato le temperature di questi giorni! 😐

      • Mauro

        Di eccitazione!! Con l’ultima frase

        • Diego Inserauto

          La riutilizzerò in altri contesti allora 😀

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