Opinioni Opinionabili #18 – Super Carpe Diem Maker

nintendon-opinioni-opinionabili-18-carpe-diem-maker

Opinioni Opinionabili è lo spazio dove Diego “Elflum” Inserauto erutta i suoi pensieri borderline, il titolo che ha scelto per la rubrica ha un errore ortografico ma dice che è una cosa voluta. Il pensiero di Elflum non coincide necessariamente con quello della redazione di NintendOn ma del resto, alle volte, nemmeno con quello di Elflum.


Odio gli editor. Non ne concepisco l’utilità. Quando ero un giovinastro ero ancora più inflessibile, ma forse è una cosa che riguarda tutti, con l’età ci si addolcisce, vedi Bowser: in fin dei conti che male ha mai causato?

L’odio che provo nei confronti degli editor ha le sue origini. Possedendo l’estro artistico sono un game designer, un cantastorie, un oratore, tutto nella mia mente, poiché ovviamente non ho i requisiti tecnici per ideare nulla o meglio, per estrarre dalla mente le mille meraviglie che popolano i miei pensieri. Gli editor in fondo sono proprio l’ideale per quelli come me: strumenti che permettono la realizzazione di determinate opere, senza il bisogno della precisione tecnica e nozionistica di un vero sviluppatore.

Questo ad esempio è un capolavoro. Ma proprio non ce la faccio...

Questo ad esempio è un capolavoro. Ma proprio non ce la faccio…

Eppure non sono mai andato d’accordo con gli editor; il gioco di ruolo definitivo che anni fa stavo preparando con RPG maker è fermo alla casetta iniziale, quando si dice l’originalità. Little Big Planet è una stupenda bugia, nel suo essere non-gioco, oltre a essere una scommessa persa in partenza perché se fai un platform con i controlli scivolosi, allora Media Molecule mia, sei rimasta ai tempi dell’Amiga in quanto a giocabilità action.

Fatto sta che non solo gli editor, generalmente, ti fanno perdere un sacco di tempo a creare un livello che non giocherai mai(già lo conosci, sai che divertimento) ma non sono nemmeno divertenti da usare di conseguenza quando annunciarono Super Mario Maker due E3 fa il mio coinvolgimento era a livello protagonista di Mad Max: stanno succedendo cose, tipo esce Super Mario Maker, io vorrei tirare dritto con il mio macchinone però eh, il Wii U ha ancora Splatoon inserito e devo andare, vi saluto.
Allora perché l’ho comprato? Preparatevi a un’altra noiosa digressione.

Mediocre! Due anni fa Splatoon non era ancora dentro la tua console!

Mediocre! Due anni fa Splatoon non era ancora dentro la tua console!

Qual è il momento migliore per comprare una console? Suddividiamo la vita di una console in tre fasi, mi piacciono i discorsi spiccioli: inizio, metà, fine. All’inizio la console costa tanto e ci sono pochi giochi. A metà sono già usciti abbastanza giochi da rendere sensato l’acquisto e magari la si trova anche a prezzo ridotto o con il gioco preferito in bundle, verso la chiusura del ciclo vitale il prezzo non è più un impedimento e c’è un catalogo vastissimo. Per chi non ha fretta di giocare determinati titoli al day-one conviene prendere la console a metà ciclo, insieme a qualche titolo della line up iniziale ormai a prezzo ridotto. La mia scelta per quanto riguarda le console Nintendo è sempre stata una sola: lancio. Perché la comprerò assolutamente, quindi tanto vale godersela fin da subito!

La tesi è: non è vero che prendere un gioco dopo mesi e mesi dall’uscita è la stessa cosa. Tutte le opere godono di un valore aggiunto quando sono ancora fresche, ed è un valore variabile e poco tangibile. Un valore che nella maggior parte dei casi non è previsto dal produttore, ma la cui nascita e crescita spetta al fruitore finale, pagante o meno. Si tratta di un vero e proprio movimento che circonda l’opera stessa e che a volte la mantiene in vita anche in tempi insospettabili: la passione di chi vi dedica del tempo. E questo è ancora più valido per i videogiochi per varie ragioni.

Non dev'essere facile spiegare l'impatto del Wii alla prossima generazione

Non dev’essere facile spiegare l’impatto del Wii alla prossima generazione

La più banale riguarda l’aspetto estetico. Noi nintendari siamo senza dubbio i meno colpiti perché Nintendo ha sempre preferito lo stile ai muscoli, anche in un’era in cui il marketing si soffermava sull’artigliare la potenza, ma la cosa riguarda anche noi. Giocare oggi a Super Mario 64 è comunque una gran bella esperienza, ma vedere l’opera nel contesto che le appartiene assume un altro valore. Super Mario 64 oggi è squadratamente aggraziato ma all’epoca era stupefacente, il massimo, non c’era graficamente nulla del genere, con buona pace del cd della Playstation e del Saturn. Oggi va già un po’ meglio, Yoshi’s Woolly World non è il massimo della potenza che la tecnologia di oggi può offrire, ma tra dieci anni reggerà molto meglio il confronto di tanti altri giochi foto-realistici.

Un altro fattore da non sottovalutare riguarda sempre l’influenza del tempo, stavolta non sul versante grafico ma sulla forza delle idee. L’ambizione di ogni game designer è (o per come la vedo io, dovrebbe essere) alzare l’asticella della qualità con l’introduzione di nuove meccaniche, nuovo modo di concepire il level design o semplicemente offrire spunti nuovi, nuove idee insomma. A volte capita di aver perso per strada un capitolo di una saga e passare direttamente al successivo, o ancora peggio, di non seguire la saga in ordine cronologico, e annoiarsi. Potrebbe darsi che un capitolo sia migliore di un altro, accade spesso e ognuno ha le sue preferenze. Più probabilmente però le idee del gioco che non vi è piaciuto non sono più fresche, se giocate in ritardo, sono state superate e implementate nel capitolo successivo, a sua volta migliorate. Quelle idee, insomma, non sono più valide, o non lo sono più altrettanto, giocate a distanza semplicemente perché avete già vissuto quell’esperienza in una forma migliore in un altro titolo.

Ovviamente ho comprato Super Mario Maker anche per l'amiibo. E l'artbook. Dannata Nintendo!

Ovviamente ho comprato Super Mario Maker anche per l’amiibo. E l’artbook. Dannata Nintendo!

Per finire: avete mai letto un libro orrendo, o visto un film che sapevate già non vi sarebbe piaciuto, solo perché era sulla bocca di tutti in quel determinato periodo? Un cinquante sfumature, un codice Da Vinci o elevandoci di qualità, un Game of Thrones? Magari opere che sono rimaste nei vostri cuori, o che avete affrontato anche solo per poterne parlare, per avere un argomento di conversazione in più, fosse anche solo per distruggere l’opera potendone parlare con cognizione di causa? Ecco, io questa la chiamo, murakamicamente, la corrente che fa girare il mondo, e tutti vogliono farne parte. Potete sfruttare questa corrente, però, solo finché è in vita, ovvero da quando l’opera è fruibile da tutti a quando non è più il centro del discorso, rievocarla successivamente è nostalgica dietrologia.

Così ho comprato Super Mario Maker e l’ho trovato diverso dagli altri editor perché mi sono divertito anche durante la fase di creazione. Ogni cosa trasuda stile Nintendo, dalle icone, ognuna ha le sue animazioni, alle piccole chicche nascoste, come avvicinare la gomma a Mario per vederlo sudare tanto per fare un esempio. Ovviamente sono scarsissimo nella creazione dei livelli, non ne faccio una tragedia, me lo aspettavo. Il motivo principale dell’acquisto resta comunque la corrente: parlare nei social con amici e appassionati, sfidare i loro livelli, condividere i propri, chiedere consigli, suggerire i livelli di estranei, insomma far parte di un circolo culturale che tra qualche anno non esisterà più. E poter orgogliosamente dire: io c’ero.

Tags:
  • “la corrente che fa girare il mondo, e tutti vogliono farne parte” elf poi con ste frasi io mi ricordo perché ti amo

    • Diego Inserauto

      Tutto amore corrisposto ovviamente 😀

  • io da quando ho giocato a Super Mario Bros 3 volevo un altro Super Mario Bros 3, no un seguito o altro, ma volevo giocare altri livelli con lo stile, meccaniche, e altro di quel gioco che ho adorato e quando fu annunciato Mario Maker con quello stile, sono ritornato bambino XD

  • LOL hai espresso in modo “leggero” (“superficiale” non mi sembra corretto dirlo per rispetto nei tuoi confronti, come anche “poco approfondito” non mi sembra il caso dirlo, visto che l’articolo in sè dice tutto l’essenziale) quello che sostengo io con “contesto storico” di un’opera e il fatto che giocare un titolo mesi dopo rispetto al periodo in cui è uscito è diverso che farlo al D1 (o periodo simile) e soprattutto perde qualcosa, perchè manca quella “componente socio-culturale e storica” che hai espresso nell’articolo.

    E tutti i miei amici mi danno del matto. Tiè, farabutti! XD

    • shady8044

      Per me varia da gioco a gioco, specialmente adesso che molti titoli fanno della componente online il loro punto di forza, come Splatoon e MK 8, per esempio. Non avrebbe senso e forse manco si potrebbe giocarli postumi. riguardo Mario 64 concordo in pieno e potrebbe applicarsi anche a Zelda. Sono giochi il cui gameplay si è affinato e non stravolto e ovviamente giocare ora uno Zelda OoT non è lo stesso che allora. L’essere parte del flusso è affascinante, ma a volte anche deleterio. Ricordo per esempio lr diatribe sullo stile di Wind Waker che vuoi o non vuoi hanno condizionato l’approccio di molti al gioco. Ci sono titoli evergreen, un pò come nella musica ci sono canzoni senza tempo, e ci sono titoli che invece devono essere vissuti nel loro periodo. L’esempio di Yoshi è ottimo… te lo godi oggi come fra dieci anni. Mentre la magnificenza del passaggio al 3D di Mario 64 è stata vissuta solo da chi c’era. ail contesto storico lo condivido, però sono convinto abbia un valore diverso da gioco a gioco

      • Notare come uno degli amici in questione inizia già a ritrattare in parte le opinioni che aveva in passato, solo perchè qualcun altro la pensa ed è matto come me. :troll:

        A quando gli altri? XD

        • Diego Inserauto

          Ma più che altro si facessero opinioni proprie prima di criticare quelle altrui XD

      • Diego Inserauto

        Concordo, quello che cambia è come questo valore aggiunto pesi sul gioco. Metti caso un titolo indie, tipo Machinarium. Lì l’importante è l’esperienza personale quando ci si confronta con il gioco. Il poterne parlare con chi lo ha già giocato poi è un plus, in questo caso minore, in altri casi, come Super Mario Maker maggiore.

        Una cosa che manca oggi a noi vecchiardi è lo scambiarsi cartuccione nes a scuola. A volte si rimaneva bloccati e senza internet o avevi una rivista che aveva pubblicato la soluzione, o ti aiutavi con il “fattore aggiunto” espresso nell’articolo 😉

  • Hyper L

    Mi sfugge una cosa, questo significa che compreresti un gioco/libro/film/altro che non ti piace solo per parlarne? Solo per fare parte di un gruppo di cui non ne fai veramente parte dato che non ti piace il gioco/libro/film/ecc.? Mi sembra un po’ triste… un conto è provare una cosa che ha successo e poi magari scoprire che piace anche a te oppure no ma che a priori non sapevi, un altro è sapere a priori che non ti piaccia e volerne far parte lo stesso. Poi ok il tuo caso magari è un poco diverso perché l’artbook e l’amiibo non si possono non prendere (e infatti li ho pure io, anche se io ADORO gli editor, quindi questo gioco è ciò che da bambino sognavo, e che comunque ora apprezzo molto) e ti piace anche la saga, e in ogni caso puoi giocarli i livelli.

    Ma quello che sto dicendo di punto della questione è che per me non ha senso far finta di essere qualcosa che non sei, di fare qualcosa che non ti piace solo per far parte di un “gruppo” (peraltro un po’ etereo per la maggior parte visto che si è del tutto o in gran parte online) di cui non ne fai parte.
    Non so, per esempio Game of Thrones, non mi attirava (ma in effetti non lo conoscevo bene), quindi ho visto da un amico la prima puntata, ho confermato quello che pensavo e non mi è piaciuto, stop, non ne ho viste altre, di certo non continuo a perdere tempo guardando una cosa che mi pesa solo per parlarne con gli amici.

    • Diego Inserauto

      No, stai esprimendo un concetto simile ma differente.

      Puoi già sapere se un’opera fa al caso tuo o no. Ma non puoi parlare con cognizione di causa se non approfondisci.

      Il poterne parlare non implica che se leggi una cosa che non ti piace ne devi parlare per forza bene, puoi anche parlarne male, e puoi farlo con cognizione di causa perché la prima cosa che ti diranno sarà “eh ma tu non hai letto, stai parlando senza conoscere l’argomento” e avrebbero ragione perché l’ignoranza è una colpa, soprattutto oggi che abbiamo internet.

      In secondo luogo si può fruire di un’opera anche se non ti piace del tutto. Non hai mai giocato a un videogioco che non ti ha coinvolto pienamente ma che qualche idea buona ce l’aveva? Succede in tutti i settori. Per quanto mi riguarda più si sa, meglio è. Se poi per determinate persone il fantasy inizia da Tolkien e si ferma da Martin, pazienza, ma non condivido.

      Ad esempio The Last of Us. È un gioco che ha dei meriti grandiosi, ma dopo averlo giocato non ne condivido l’opinione media che va da “capolavoro” a “Quarto potere dei videogiochi”, anzi. Per me è un gioco che non ha spostato nulla nell’asse dello sviluppo dei videogiochi ma non ti espongo i vari motivi perché facciamo notte.

      Tuttavia è un bel gioco, non il capolavoro che critica e pubblico ostentano ma un bello, ottimo gioco. Non avrò mica la pretesa di aver giocato solo capolavori in vita mia eh! Altrimenti non potrei recensire 😀

      • Hyper L

        Sì ho capito, tu intendi una cosa un po’ diversa. Certo sapere è meglio che non sapere, ma è anche vero che non tutto è importante. Quando non conosco una cosa chiaramente, (Game of Thrones per continuare l’esempio) non do giudizi sulla stessa, mi faccio solo da parte. Sarebbe sciocco se lo facessi. Volersi informare su una cosa che non piace perché si è recensori o magari studi tecniche narrative per un libro, o per motivi di studio è un altro discorso, io parlo del semplice “fare una cosa con unico scopo il parlarne con amici”, cosa che per me non ha senso. ha senso cominciare a provare, non insistere su ciò che non apprezziamo.

        Quello che sto dicendo è che magari potrei leggere tutto il primo libro di GoT, ma se non mi piace non vado avanti con gli altri per poter parlare con gli amici o su internet di quello che sta succedendo.

        Tu stai dicendo invece di informarsi per poi poterne parlare con cognizione di causa, il che è assolutamente giusto, infatti ripeto non parlo di quello che non conosco, né bene né male.

        Ho giocato qualche gioco che in parte mi ha deluso certo, anche qualche gioco che ho abbandonato per un motivo o per l’altro. Se un gioco ha un sistema di controllo veramente scomodo per me, ci provo, ci riprovo, ma se proprio è un elemento per me negativo troppo pesante lo lascio e l’unico mio giudizio sarà su quello.

        In pratica probabilmente abbiamo parlato di due cose leggermente diverse, solo che dal tuo articolo, più precisamente

        “Per finire: avete mai letto un libro orrendo, o visto un film che sapevate già non vi sarebbe piaciuto, solo perché era sulla bocca di tutti in quel determinato periodo? Un cinquante sfumature, un codice Da Vinci o elevandoci di qualità, un Game of Thrones? Magari opere che sono rimaste nei vostri cuori, o che avete affrontato anche solo per poterne parlare, per avere un argomento di conversazione in più, fosse anche solo per distruggere l’opera potendone parlare con cognizione di causa?”

        ho inteso il fare una cosa non voluta solo “pour parler”, che per me non ha molto senso, ma beh, non siamo tutti uguali fortunatamente e i commenti servono per scambiarsi idee o consigli. ^^
        Il discorso sul provare e sull’informarsi, che condivido assolutamente, era un altro discorso, seppur parallelo e vicino 😉

  • DanyFighter

    Articolo molto interessante, soprattutto per quanto riguarda la questione del contesto storico. Parere personale, Nintendo è una delle migliori nel suo campo a mantenere alto, anche dopo molto tempo, le qualità di un titolo; a prescindere da scelte di design che possono diventare obsolete o dei gusti dei giocatori che si modificano e vengono continuamente influenzati, i titoli N tengono alto il loro valore: la sensazione non sarà paro paro al dayone, ma ci si avvicina, tanto. Cosa che non capita spesso con altri titoli titoli (intendendo su console) multipiatta, terze parti o anche esclusive Sony, MS.
    Forse è per questo che loro tengono un prezzo più basso, ma fisso: perché vogliono essere concorrenziali ma allo stesso tempo far capire che quelle idee che hanno messo, per loro sono ancora valide. Certo, qualche sconto ci dovrà essere in futuro (spero molto nel nuovo servizio post-Club), però è importante rimarcare questo concetto quando si tratta di Nintendo, almeno per quanto mi riguarda

    • Diego Inserauto

      Ci starebbe un bell’amen. La questione dei prezzi va a toccare un altro argomento: quella della qualità e del lavoro. Non trovo per nulla strano che lo stesso titolo, digitale e fisico, abbia lo stesso prezzo, perché quello che vai a pagare è l’opera. Leggi: per me da consumatore il supporto fisico vale di più perché lo posso rivendere etc, ma a livello concreto quando acquisti un gioco non paghi il bluray su cui è stampato, che ormai avrà un costo irrisorio per l’azienda, ma l’opera stessa, la sua qualità e il lavoro necessario. Quando compri il nuovo zelda paghi le cento persone che ci hanno lavorato su. Non so se ho reso l’idea.

      • DanyFighter

        Esattamente, e il rimarcare il concetto era inteso in generale, non all’articolo che come hai detto lo menziona 😉

        Per Zelda io stringerei la mano a tutti e 100 prima di giocarci, Aonuma, Miya e soci mi danno sempre enormi soddisfazioni

  • Quest’articolo non so dire cosa abbia di speciale ma mi è piaciuto!

    • Diego Inserauto

      Io non so nemmeno se abbia qualcosa di speciale, quindi grazie a prescindere 😀

  • MiiEmboar55

    Mario the best!

    • Diego Inserauto

      Forever!

  • Mauro

    Bravo, Bravissimo! Si vede che sei Palermitano!

    • Diego Inserauto

      Dici? Mizzeca!

logo-bianco

NINTENDON EVENTI

Per la tua pubblicità su NINTENDON.IT

Regolamento Forum - Contatti - Nicer Design

Privacy Policy

Informativa estesa sui Cookie

©2017 NintendOn Tutti i diritti riservati. Tutti i marchi appartengono ai rispettivi proprietari.

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account