Il metaproblema del metagiornalismo – Opinioni Opinionabili

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Giornalismo videoludico. Niente, fa già ridere così.

La frase che vedete qui sopra potrebbe essere una provocazione, soprattutto perché ad averla scritta è, non dico un giornalista ma quantomeno uno che si trova dall’altra parte dello schermo. Oppure la frase sopra potrebbe essere la tipica frase meme da mettere in sovraimpressione nello screen di una recensione che non è piaciuta. Ho sempre timore nel definirmi giornalista, e infatti non lo faccio mai per tanti motivi. Un timore che estendo anche a imbarazzo nell’aggiungere “di videogiochi”, accostando una professione, un lavoro a una passione, come nelle migliori delle fiabe.

Perché quando ero piccino così, e compravo le meravigliose riviste, risparmiando davvero tanto (e per tanto tempo, costavano!), lo facevo per essere invaso da colori e pixel ma ancora di più informato, non potendo avere altri fonti poiché senza scomodare internet, la cui esistenza a uso comune era fantasticare, anche mezzi già alla portata come radio e tv erano completamente, o quasi, disinteressati all’argomento.

Le riviste permettevano di avere un assaggio di quello che avrei potuto trovare nei negozi e mi informavano sul settore, dandomi anche spunti di riflessioni da poi discutere con altri compratori della rivista, e chissà magari amici di penna futuri, un’abitudine che ho cercato di rilanciare recentemente con la rubrica Mail Corner. Lo so, ci sono i social, e c’è anche il nostro forum ma che volete farci, sono un temerario. Che fossero approfondimenti o semplici notizie, la redazione sembrava vicina abbastanza da poterne considerare i componenti come amici, vuoi per il registro di scrittura amichevole, vuoi per l’angolo della posta, appunto.

Solo 86 a Soccer Brawl??? Adesso gli scrivo!

Solo 86 a Soccer Brawl??? Adesso gli scrivo!

Oggi quelle riviste non esistono più e questo è un problema. Per quanto certe testate preferissero un apporto meno professionale e più alla portata di un’utenza percepita per la maggior parte come  adolescente piuttosto che giovane, non c’era ombra di dubbio che dette testate costituissero un pacchetto di informazione “ufficiale” per così dire. Non c’erano infatti, come già detto sopra, contaminazioni, non c’era un personaggio televisivo a influenzare l’utenza con approfondimenti sulla materia e il massimo apporto che gli altri media potevano offrire al settore era di carattere pubblicitario. Nessuno si sarebbe mai sognato di affermare che l’opinione di Walter Zenga contasse qualcosa, perché quando pubblicizzava il prodotto SEGA, l’intento era vendere un prodotto, non esprimere un parere.

Chiaramente ogni testata aveva i suoi recensori, e ogni recensione è anche un parere personale, oggi come allora. Tuttavia c’era più unità nell’esprimere le proprie opinioni, vuoi perché avendo una redazione fisica le linee guida erano più precise, vuoi perché il voto al gioco andava più a identificarsi con la testata stessa che col nome del redattore (cosa che avviene tutt’oggi magari). Le riviste, inoltre, avevano senz’altro più potere allora, proprio perché erano l’unico mezzo il cui target era diretto al videogiocatore. L’opinione di un redattore poteva influire sulle vendite dei giochi o comunque sul passa parola, oggi diremmo trend topic.

Con internet molte cose sono cambiate, se in meglio o in peggio non è questa la sede più appropriata per parlarne, ma il settore della stampa videoludica (ammesso che possa definirsi tale in assenza proprio delle rotative) sta attraversando un problema: non c’è stato un vero e proprio ricambio di autorità, i social e youtube hanno azzerato le competenze e non esiste un fronte comune ben definito, perché le voci sono troppe per poterle accomunare e poche di queste voci hanno abbastanza “potere”, per così dire.

Lo Youtuber Smargiassagarroni nel suo ultimo video "Come trovare il dungeon delle sfingi di San Giuseppe in Zelda Switch"

Lo Youtuber SmargiassaGarroni nel suo ultimo video “Come trovare il dungeon delle sfingi di San Giuseppe in Zelda Switch”

Abbiamo visto come Bethesda abbia deciso di dare le copie review solo a ridosso del lancio, azzerando praticamente il gap tra critica e pubblico. Non ci sarebbe da stupirsi se anche le altre aziende prendessero decisioni simili e questo perché le recensioni della stampa di oggi, al contrario di quella cartacea di allora, non smuovono più alcun numero, o comunque troppo pochi per poter avere un peso. La mia recensione di 1-2-Switch non avrà aiutato a vendere che qualche copia in più, anzi, se possibile, in caso di valutazione negativa potrebbe aver causato l’effetto opposto, ovvero quello di allontanare potenziali compratori, quindi Nintendo, che tiene ai propri prodotti, non mostrerebbe certamente il più cavalleresco dei comportamenti nell’assegnare le copie review in ritardo, ma sicuramente tirerebbe acqua al proprio mulino com’è giusto che sia.

Inoltre avrebbe potuto destinare quella copia al vostro youtuber preferito, SmargiassaGarroni. SmargiassaGarroni non ha una vera formazione nel campo, è poco più di un appassionato che con la sua webcam integrata nel portatile PC di fascia alta, offre il suo parere al popolo del web, che ricambia con centinaia di migliaia di visite. La mia recensione di 1-2-Switch non può competere neanche alla lontana col quantitativo di views e mutande sul monitor che fa SmargiassaGarroni quando fa finta di mungere una mucca in un suo filmato. SmargiassaGarroni non è un giornalista, ma non importa: ottiene risultati migliori di me secondo chi distribuisce i codici review, e non posso biasimare un’azienda di fare i propri interessi.

Se i contenuti di uno sbarbatello che urla istericamente ogni due per tre secondi di video sono più seguiti dei miei, ai miei occhi non è uno scandalo e non solo per la mia bassa autostima, ma anche perché, onestamente, è più facile far intrattenimento spicciolo che informazione consapevole, senza nulla togliere a SmargiassaGarroni, che il suo lavoro lo fa benissimo, solo che il suo lavoro è intrattenere, appunto, e non informare o approfondire. Sarebbe come pretendere che gli annunci governativi su un argomento o una pubblicità progresso, avessero più seguito di uno sketch di Maurizio Crozza sullo stesso argomento – tralasciando le considerazioni sul ruolo della satira.

Ai tempi della rivista cartacea per farla breve, non far pervenire in tempo alla rivista con maggiore tiratura la copia di Donkey Kong Country, in tempo per il numero natalizio, poteva avere ripercussioni per l’azienda, che si guardava bene dallo scornarsi con la critica di settore. Oggi la critica non è il canale preferenziale per queste aziende, e le testate sono così tante che una più o una meno non cambia poi molto. Tuttavia uno strumento esiste affinché la voce di un sito di videogiochi valga davvero qualcosa: Metacritic. O meglio esisterebbe.

Metacritic stesso dimostra come mettere sullo stesso piano critica e pubblico a volte possa essere pericoloso e comico allo stesso tempo

Metacritic stesso dimostra come mettere sullo stesso piano critica e pubblico a volte possa essere pericoloso e comico allo stesso tempo

Metacritic è un mezzo che viene tenuto in grande considerazione dalle aziende, a tal punto che aver lavorato a videogiochi con una media alta sul famoso sito di proprietà della CBS potrebbe essere un requisito richiesto dalle aziende per le assunzioni o addirittura decretare bonus e malus per il developer a seconda della media raggiunta (true stories). Tuttavia i criteri di selezione dei siti che fanno media di metacritic non sono del tutto chiari, tanto che al proprio interno troviamo un po’ di tutto: da piccoli siti brasiliani a grossi network statunitensi, da testate giornalistiche affermate formate da numerosi redattori con anni di esperienza alle spalle a blog di youtuber. Capite quindi che già guardare solo il numero, che nella maggior parte dei casi è quello che si ottiene mescolando le quote più alte e le più basse (con buona pace di quelli che stanno in mezzo) senza badare al contenuto (che dovrebbe essere la portata principale di una recensione) non è un buon metodo, se si aggiunge anche la poco omogeneità delle parti coinvolte davvero mi chiedo perché si dia così tanto peso a un metascore.

Cosa può fare allora un giornalista, oggi, affinché possa dire di produrre qualcosa che abbia una valenza? La risposta incredibilmente è: produrre qualcosa che abbia una valenza. Se qui in NintendOn fossimo alla ricerca dei big money o semplicemente dei big likes (che non è la stessa moneta), avremmo riempito il nostro canale Youtube e la home del sito con Pietro “Pittanza” Spina ed Riccardo “CapRichard” Piccinini che fanno i simpatici coglionazzi con i minigiochi di 1-2-Switch. Invece in questi giorni l’uno ha approfondito la questione Jimquisition e il suo voto scandaloso a The Legend of Zelda Breath of the Wild, l’altro vi ha illustrato perché sotto la scocca di Switch c’è qualcosa che vale.

In un tempo in cui una singola lolgif fa più clamore di una standing ovation a un concerto di Zelda Symphonies, crediamo che l’approfondimento degli argomenti, il taglio personale e l’onestà intellettuale nelle valutazioni sia l’unica arma vincente sfoderabile per avere un certo seguito. Sbagliamo? Fatecelo sapere nei commenti.

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  • La lanciamo la rivista a sto punto? Y/N?

    • Diego Inserauto

      Conterrebbe i miei editoriali, quindi no.

      • Francesco Pagano

        Una rivista digitale? Perché no? Già me la immagino “Video&Giochi – youtuber dei miei cabbasisi” XD

        • Zenox (Luigi)

          Foggiano? La mia ragazza dice cabbasisi XD

          • Francesco Pagano

            Mi spiace, Sannita… gabbasisi è una esclamazione presente in Montalbano. Era troppo carina per non essere scritta.

    • Pietro Spina

      C’è da dire che come primo numero pare tipo di 400 pagine a vedere lo spessore… :v

      • Diego Inserauto

        Perché contiene tutto il sito, il secondo numero uscirà tra tre anni infatti 😀

      • Un tomo di quelli importanti. Mi piace

    • Zenox (Luigi)

      io amo le riviste dei videogiochi, se si tratta di Nintendo compro subito.

  • <3

  • TheMick

    Parole sagge!

  • Zenox (Luigi)

    Personalmente quando prendo o voglio sapere qualcosa di un gioco, la recensione ha ben poco influenza su di me, si ho detto che ci pensavo a prendere Mario Sport super star per 3DS dopo aver letto la recensione, ma il giorno dopo ero al Gamestop e lo preso dimenticando quello che ho scritto ore prima.
    Alla fine i giochi li prendo per curiosità o se ci sono uno o più elementi che mi piacciono e voglio provare, molte volte leggo le recensioni dopo aver provato il gioco giusto per vedere se il recensore ha trovato le stesse cose positive o negative che ho trovato io e capire se ho un buon senso critico su questo titolo. Ma del resto non è influente al mio acquisto, anzi è un supplemento per avere una visione a 360 gradi del prodotto che ho.
    Poi io sono un feticista di riviste videoludiche, le adoro per le grandi immagini dei titoli che gioco e/o giocato, adoro leggerle mentre vado al lavoro per passare il tempo e mi piacciono rubriche particolari o fuori dal coro tipo curiosità, notizie retro o recensioni di giochi retro e altre cose.
    Sicuramente le aziende videoludiche ora vedono i recensori, siti specializzati o altri con un occhio meno importante, ma da giocatore io non posso avere la mia esperienza completa senza leggervi o leggere altre cose riguardante all’argomento che a me piace.

    • Diego Inserauto

      Parole che fa piacere leggere perché attribuiscono una dimensione giusta al nostro e agli altri siti che leggi, quindi ringraziamo sempre ^_^

  • Xmoritz

    Alzi la mano chi leggeva Game Power! Bellissimo questo pezzo. Amo la vostra linea editoriale e mi sono fermato su questo sito dopo aver gironzolato qua e là sull’internetto. Io, visto che sono un po’ poverello, prima di acquistare un gioco faccio un giro in rete per vedere commenti ed opinioni, però mi piace avere sempre quella rivista (cartacea o informatica che sia) di fiducia, dove mi trovo bene in generale e avverto una certa onestà intellettuale di chi con molta umiltà propone la sua opinione che non vuole essere legge, ma si capisce benissimo che è meditata cercando di distinguere quali sono i gusti personali di chi scrive da quello che il gioco offre in rapporto a ciò che promette e a quanto viene fatto pagare. Inoltre qui apprezzo che non ci sono solo news e recensioni, ma anche notizie, opinioni, riflessioni, spunti di discussione. Non sempre sono d’accordo su tutto, ma vedo che anche all’interno della stessa redazione non c’è una visione unica imposta, ma anzi, grazie anche all’uso dei commenti, viene dato spazio a scambi tra di voi e / o con noi, sempre all’insegna della civiltà e del rispetto. Son d’accordo sul fatto che purtroppo le recensioni fatte con una certa serietà non fanno vendere e non fanno guadagnare, ma io vi seguo proprio perchè ho capito che non mettete i soldoni, nè le sponsorizzazioni davanti al gusto di fare le cose con passione e onestà. Fine della leccata di c**o. Amen.

    • Diego Inserauto

      Ho imparato a conoscerti e sei un utente attento, puntiglioso e tutt’altro che uno yes man, quindi è una “sviolinata” che fa particolarmente piacere, grazie.

      • Xmoritz

        ooh je suis commovue! Ma adesso basta moine: vado a cercare qualche “un’altro”. Userò la ricerca Google ^_^

    • Stefano Messina

      Gheim Pauà, prego 😛
      Ma anche l’immancabile Consolemania ovviamente, poi le varie Mega/Super Console, PSM, TGM, mi hanno in qualche modo segnato l’infanzia devo dire e apprezzavo particolarmente l’angolo della posta, momento di incontro tra redazione ed appassionati ma anche spazio per un po’ di sana goliardia… bei tempi (sovvecchio)

  • NiKo

    E uscitela sta rivista!

  • …ma la domanda vera è: chi cavolo è sto SmargiassaGarroni???

    • Massi

      Un umano! Forse

    • Diego Inserauto

      è un po’ come i daft punk, esiste, ti basti questo 😀

      • Con tutto il rispetto per questo tizio, i Daft Punk so bene chi sono! XD

  • Mauro

    Pietro “Pittanza” Spina ed Riccardo “CapRichard” Piccinini che fanno i simpatici coglionazzi con i minigiochi di 1-2-Switch”
    Vi prego fatelo che c’è di male!

  • Mr Donny

    Ricordo i tempi in cui, quando uscivo da scuola, tornavo a casa e mi mettevo a fissare, fuori dalla finestra, la via che conduceva all’edicola a due passi. A quei tempi internet era fantascienza herbertiana e l’unico contatto che potevamo avere con l’universo dei bit (intendo esterno alle console stesse) era cartaceo o, come dice Diego nel meraviglioso articolo, attraverso le pubblicità, tra volti noti a quell’epoca quali Zenga e Jerry Calà. Ricordo che aspettavo il mio Consolemania come fosse la Fiera della Cuccagna e selezionavo quello senza graffi e piegature, me lo ficcavo sotto l’ascella stile baguette e via come il vento a leggerlo. Era proprio vero, erano proprio i tempi in cui le recensioni venivano prese, non dico come pietre angolari del settore, ma sul serio e le Softwarehouse davano senza ombra di dubbio più ascolto a riviste specializzate. Poi, con l’avvento di internet, ho smesso di leggere, andavo a istinto nell’acquisto di un gioco e l’interesse per i videogiochi, specialmente, si è un po scemato (quello per nintendo mai). Youtuber, giocolieri, maghi del montaggio e degli effetti speciali fatti in casa, bimbi con slang spiccioli e capelli improponibili che sembravano versioni miniaturizzate di grossi testicoli umanoidi, tutto un calderone di gente che spacciava quello che faceva per metagiornalismo di settore. Fino ad accorgermi qualche tempo fa di un sito silenziosamente urlante dal nome Nintendon. L’ho conosciuto quasi per sbaglio, selezionando Nintendo.it, mi è comparso Nintendon, ed è stata una bella scoperta. Recensioni fatte col cuore e con la mente, meticolose ricerche e pareri tutt’altro che autoreferenziali e sporadici confronti di vedute anche tra gli stessi giornalisti. Tutto molto bello fino alla ciliegina sulla torta che ha reso quasi una sana dipendenza giornaliera: i commenti degli utenti. E la conseguente possibilità di esprimere i propri pareri e le proprie perplessità nell’istante in cui viene in mente un dubbio, un apprezzamento o semplicemente un commento gigionesco, implementando alle testate cartacee di un tempo la possibilità di far sentire la voce anche del lettore in presa diretta e non aspettando la posta del numero successivo (e la rubrica Mailcorner ne è il perfetto esempio). Onestamente non sono mai stato uno che sta dietro a siti e che commenta nei forum (vi svelo un segreto: “Non l’ho mai fatto prima della scoperta di Nintendon!”), ma voi siete diventati il mio personale punto di riferimento nell’universo Nintendo e un pò un circolo virtuale di amici che hanno la mia stessa passione e, dato che ne sanno molto più di me in materia, da cui posso anche imparare parecchio. So benissimo che ci sono siti specializzati che fanno le stesse cose, con giornalisti altrettanto bravi, ma con Nintendon è come se la sera andassi a prendere una birra con gli amici, invece di bermi uno scotch schifoso in una stanza del Bates Motel. Mi sento in famiglia insomma. Dunque grazie per tutti i pesci e complimenti!!

  • F1L0

    Veramente interessante…

    Non è semplice fare il recensore quando il 90% dei lettori sono convinti a loro volta di esserlo…

    Con la rivista cartacea, non c’era questa impressione, le opinioni e i giudizi erano insindacabili, non c’erano le mezze misure anche se l’utenza a cui si rivolgeva era fondamentalmente giovane…

    È giovane anche l’attuale generazioni di giocatori, ma complice il fatto che la “rivista” ora è gratuita, l’utenza va accontentata altrimenti “cambia sito”…
    L’utenza non viene istruita sulla cultura del bel gioco alla ricerca del lato artistico, no, viene assecondato…
    Vogliono i 10 ai loro titoli overpowered hype?? Ok
    Console war e gara a chi ce l’ha più lungo??
    Eccolo

    E via al sensazionalismo, agli youtuber, ai fanboy hater recensori, insulti e critiche nei commenti ai professionisti, “NO FA CAGARE” anche se il gioco l’hanno visto solo in immagini….

    Io l’ho già detto in passato, la recensione è utilissima se si usa correttamente….
    E l’opportunità di poter commentare in fondo dovrebbe essere l’occasione di un sano confronto, scambio di esperienze mentre a volte mi capita di leggere vere e proprie aggressioni per aver detto qualcosa di troppo…

    Anche se ci sono ormai tanta gente che lo scontro è le critiche le cerca volutamente…

  • Xemion

    i tempi cambiano e ci si adatta, l’avvento di internet è stata una rivoluzione a livello totale che noi ancora non abbiamo assimilato e che probabilmente chiederà ancora molto tempo prima che venga assimilato completamente, la possibilità di aver dato la parola a praticamente tutti ha ampliato la scelta a moltissima gente, portandola in un mare che bisogna navigare per trovare un appiglio

    questo mi riporta a quando mi sono accorto (forse un po’ tardi, ma meglio tardi che mai) che alcuni siti eclissavano le notizie riguardanti nintendo, probabilmente perchè siccome non fanno views meglio non raccontarle perchè è tempo sprecato…idioti….ed è in questo modo che quindi cerca cerca, clicca clicca, ecco che ti spunta nintendon, sito dedicato che seguendo ogni giorno ho potuto apprezzare proprio per la curanza delle notizie che riguardano proprio nintendo (e non solo, visto che ci sono anche recensioni e quant’altro).

    Ma ancora un altro esempio per la varietà di opinioni è stata la mia ricerca in quello che pensano molte persone sui joycon di switch, visto che non avendolo visto dal vivo per un bel pezzo ho cercato su internet le opinioni di diversi siti (voi compresi) e utenti: chi dice che sono piccoli, chi dice che vanno male, chi dice che con il grip è comodo e chi no, chi dice che gli vanno bene, chi dice che è meglio comprare il pad pro….’nsomma, sti joycon devi avere il c*lo di avere le mani adatte a farteli piacere.

    In poche parole, quindi, cosa fare?….beh nulla, andare avanti nella speranza che l’utenza magari si ok, si segua SmargiassaGarroni, ma che tra un prank riuscito male e un gameplay di clash royale possa rivolgersi a qualcuno che abbia la testa a posto e che possa parlare in maniera equilibrata di un determinato prodotto videoludico (anche senza la certificazione ufficiale di critico videoludico eh, non è che bisogna avere quello per essere come chi scriveva nelle riviste…anche perchè un paio di quelli che scrivevano per NRU ora scrivono su IGN, quindi…)

  • Francesco Pagano

    Ricordo ancora quando compravo riviste (tutt’ora ancora compro qualcosa ma di altri settori)… Oggi rileggendo gli articoli e le recensioni pubblicate lì riconosco che molti esponenti del settore dell’informazione videoludica hanno una incredibile lacuna sulla qualità degli scritti. Del resto la qualità non l’apprezza nessuno oggigiorno.

    A mio modo di vedere il problema è che una grande fetta d’utenza non vuole qualità, ma solo intrattenimento. Le leggi di mercato sono miasmi di una generazione corrotta da anni di “videospazzatura”.

    Basti pensare alla TV. Siamo passati dai telegiornali e gli approfondimenti tematici (finiti in quarta serata) a Striscia la Notizia, Le Iene e al “diamo retta al comico che scherzando dice la verità”. Diamo più retta a quel tipo di informazione che a quella accreditata (ma anche un bel po’ pilotata in certi casi).

    Parlando di internet. Siamo tutti bravi a leggere le notizie più “popolari” e visualizzate, ma in pochi sono abbastanza intelligenti da scavare a fondo nella notizia per informarsi e informare.

    Il problema di oggi è che autorevolezza e credibilità ad una informazione vengono date dal giudizio della massa, che spesse volte ha la stessa preparazione è competenza di un suricato.

    Credo che se oggi SmargiassaGarroni dicesse che la Terra è piatta, una folla inferocita chiederebbe di cambiare i libri di geografia. 🙁

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